Coronavirus, niente rimborsi per i viaggiatori. Codacons: “Misura assurda”

3 Marzo 2020, di Alessandra Caparello

Clamoroso l’errore contenuto nel decreto sull’emergenza coronavirus varato dal Governo che rischia di cancellare con un colpo di spugna i diritti dei consumatori previsti del Codice del Turismo.  Così denuncia il Codacons secondo cui per i soggetti colpiti dalle limitazioni sul coronavirus, agenzie di viaggi e tour operator possono non restituire agli utenti i soldi versati.

Si prevede al contrario la possibilità di rilasciare voucher da utilizzare entro un anno dalla loro emissione.

Una misura non solo assurda, considerato che non tutti gli utenti possono organizzare una nuova vacanza entro un anno, ma addirittura contraria alle disposizioni di legge. L’art. 41 del Codice del Turismo, infatti, per situazioni straordinarie come quella del coronavirus, prevede espressamente che il consumatore abbia diritto “al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto”, “senza corrispondere spese di recesso”, e che “L’organizzatore procede a tutti i rimborsi prescritti a norma dei commi 4 e 5 (…) senza ingiustificato ritardo e in ogni caso entro quattordici giorni dal recesso”.

“Consentire a operatori, compagnie aeree, agenzie di viaggi e tour operator di emettere voucher a titolo di rimborso senza prevedere un preciso obbligo alla restituzione del denaro, equivale ad una beffa per migliaia di consumatori, e di fatto cancella i diritti degli utenti previsti dalle leggi vigenti – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Buoni e pacchetti sostitutivi possono andare bene solo nei casi in cui i viaggiatori accettino tali opzioni come forma di rimborso; in tutti gli altri casi di deve necessariamente procedere alla restituzione di quanto pagato”.