Confcommercio prudente sulla ripresa: ancora elementi di fragilità
Il miglioramento del quadro congiunturale, che ha migliorato il clima di fiducia delle famiglie, tornato ad agosto sui valori di dicembre dello scorso anno, stenta a tradursi in una concreta ripresa della domanda per consumi.
Lo rileva la Confcommercio, in una nota, spiegando che
“l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato ad agosto 2017 un aumento dello 0,3% rispetto a luglio e dello 0,8% su base annua. In termini di media mobile a tre mesi, si rileva, dopo il rallentamento registrato in primavera, una moderata accelerazione nei mesi di luglio ed agosto, in un contesto in cui i principali indicatori congiunturali (qualitativi e quantitativi) segnalano un consolidamento della ripresa. Le dinamiche, seppure più favorevoli rispetto al passato, evidenziano, comunque, ancora alcuni elementi di fragilità che portano a valutare con prudenza le prospettive a breve. L’attuale fase ciclica sembra avere, infatti, scarsi connotati strutturali, in quanto fortemente dipendente dagli andamenti internazionali e con un contributo ancora limitato della domanda interna”.
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La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.