Brexit, governo May incassa la fiducia: ora viene la parte più difficile
Come previsto, malgrado venisse dalla sconfitta più clamorosa in 95 anni di storia nel Regno Unito 24 ore prima, il governo guidato da Theresa May è sopravvissuto e ha incassato la fiducia del parlamento. La mozione di sfiducia avanzata dal leader dell’Opposizione del Labour Jeremy Corbyn non è passata per 14 voti. In 325 hanno votato a favore di May e in 306 contro. C’era però bisogno dei due terzi del parlamento per poter cacciare la leader dei conservatori da Downing Street.
Ieri durante il voto sull’accordo stretto con la Ue sulla Brexit, il governo “zombie” come lo ha definito Corbyn si era schierata nettamente a sfavore del testo. Se le cose rimarranno così fino al 29 marzo, si verificherà uno scenario definito da molti caotico e disastroso per l’economia e gli affari britannici: il ‘no-deal’. May avvierà fin da subito i colloqui con i leader degli altri partiti britannici per trovare un compromesso sul testo e in parallelo chiederà di ottenere per lo meno qualche promessa all’UE che la aiuti a convincere i suoi parlamentari. Ha soli tre giorni lavorativi di tempo per riuscirci, ovvero cinque giorni.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.