Brexit: opposizioni contro May, Merkel tende la mano

16 Gennaio 2019, di Alberto Battaglia

La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha manifestato la volontà di evitare, provando fino all’ultimo, una Brexit dura e senza accordo. “Cercheremo ancora di trovare una soluzione ordinata, pur essendo pronti a un’uscita disordinata”, ha detto la cancelliera a margine di un intervento in una commissione parlamentare, “abbiamo ancora tempo per negoziare ma ora stiamo aspettando quello che il primo ministro britannico propone”.

Il leader del Paese più influente in Europa ha quindi offerto, per quanto la decisione non spetti a un singolo Paese membro, la disponibilità a riaprire il dialogo. Affermazioni che giungono poche ore prima del voto alla mozione di sfiducia ai danni del governo di Theresa May (ore 20 italiane). Sono necessari i due terzi dell’assemblea per mandare a casa l’esecutivo, non appare al momento lo scenario più probabile, nonostante la clamorosa sconfitta del Brexit deal.

Perché si concretizzi la sfiducia sarebbe necessario che alle opposizioni si aggiungesse una consistente fetta del partito conservatore; il quale, da elezioni anticipate, non avrebbe molti frutti da cogliere.

“Mi spiace molto che la Camera dei Comuni britannica abbia bocciato l’accordo ieri sera”, ha detto Merkel, “noi vogliamo che i danni, e ce ne saranno in ogni caso, siano i più piccoli possibile. Quindi certo che cercheremo di trovare una soluzione insieme”.

Corbyn: May nega la realtà, governo “zombie”

Anche se la premier britannica rimanesse alla guida del governo, ha fatto capire la Commissione Ue per bocca del portavoce, Margaritis Schinas, “l’accordo sulla Brexit non può essere rinegoziato”.

Esclusi nuovi negoziati sulla Brexit, si è ipotizzato il ritiro unilaterale dalla procedura dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona (che regola il recesso dall’Ue), così come una nuova consultazione referendaria nel Regno Unito.

L’ex ministro per la Brexit, David Davis, ha dichiarato in aula che “molti cittadini si sentirebbero offesi se venisse richiesto loro [se uscire dall’Ue] molte volte, finché non dànno la risposta giusta. Non approvo [un secondo referendum] penso sia una cattiva idea che causerebbe maggiori divisioni”.

Il leader laburista, Jeremy Corbyn, ha invitato May, la quale viene accusata di essere in uno “stato di negazione della realtà” e di guidare un “governo zombie”, a dimettersi in quanto se un esecutivo “non può far passare la sua legislazione attraverso il parlamento, deve chiedere un nuovo mandato al Paese e questo deve applicarsi quando ciò avviene sulla questione chiave del giorno”.