Brexit: Boris Johnson punterà ad accordo commerciale con gli Usa in caso di no-deal
“Boris Johnson è stato eletto leader dei conservatori ed è ora costretto ad affrontare il compito, quasi impossibile, di mantenere la propria promessa di una sunshine Brexit. Grazie al Brexit Party non potrà assumere una posizione più moderata senza rischiare di condurre il proprio partito verso la catastrofe alle prossime elezioni generali, ma se oserà uscire dall’Ue senza un accordo perderà in ogni caso la fiducia del parlamento e dovrà quindi affrontare per forza un’elezione.
Se per caso dovesse riuscire a trascinare fuori il Regno Unito dall’Ue tramite un no-deal, avrà già messo in gioco il proprio destino politico puntando su un accordo commerciale con gli Stati Uniti prima ancora che i danni di un no-deal risultino evidenti. Rivendica di intrattenere un eccellente rapporto con Trump, ma bisognerebbe di sicuro tener presente il modo in cui il Presidente ha trattato i propri partner in passato, quando questi erano indeboliti e vulnerabili. C’è poco da essere ottimisti” ha chiarito David Blunt, docente di politica internazionale alla City University of London.
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Alphabet Inc. ha incrementato le sue previsioni di spesa in conto capitale per il 2023 fino a 205 miliardi di dollari, alimentando le preoccupazioni degli investitori sulla disciplina fiscale nella corsa all’intelligenza artificiale. Il focus è sulla crescita del cloud, ma restano interrogativi sui ritorni degli investimenti.
STM annuncia ricavi netti di 3,49 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026, con un margine lordo del 34,8%. Il reddito operativo raggiunge i 187 milioni di dollari. Le previsioni per il terzo trimestre indicano un aumento dei ricavi a 3,70 miliardi di dollari e un margine lordo del 37%.
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.