Bce, Draghi: “Rischiamo di perdere una generazione”

8 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

FRANCOFORTE (WSI) – “La Bce è pronta a intervenire ancora una volta, ma i governi devono intervenire subito contro una disoccupazione giovanile da generazione perduta”. Queste le parole di Mario Draghi come emerge dai verbali della riunione tenutasi lo scorso 10 marzo in cui il numero uno dell’istituto bancario centrale sottolinea i dubbi sul futuro dell’Ue e sulla sua “capacità di tenuta di fronte a nuovi shock”.

Fa eco alle parole di Draghi, il capo economista della Bce, Peter Praet secondo cui: “Se dovessero esserci ulteriori shock, le nostre misure potrebbero essere ricalibrate nuovamente”

Ma quali sono questi shock? Le micce sono tante: la bassa crescita, la crisi greca, i flussi migratori, l’ipotesi Brexit. Rischi dinanzi a cui la Bce si dichiara pronta a intervenire anche con un ulteriore taglio dei tassi. Per questo secondo Drghi, i governi devono intervenire soprattutto aiutando i giovani.

E l’Italia? La deflazione è un rischio concreto e secondo Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, se alcuni rinnovi contrattuali conclusi di recente in Italia – che prevedono come parte dei futuri aumenti salariali sia rivista al ribasso nel caso in cui il tasso di inflazione si riveli inferiore alle stime- dovessero diventare la norma, potrebbero scattare quegli “effetti secondari” a carattere deflazionistico, in pratica l’incubo di ogni banca centrale.

“In un contesto di inflazione persistentemente bassa c’è evidenza che le aspettative d’inflazione stiano giocando un ruolo crescente nelle contrattazioni salariali e che quindi aspettative di inflazione sfavorevoli possano auto-alimentarsi”.