Bce, Draghi dà la carica ai bond del sud d’Europa

21 Luglio 2017, di Daniele Chicca

Mentre le Borse europee fanno fatica stamattina, con i trader che segnalano l’andamento positivo dell’euro come uno dei fattori penalizzanti determinanti per le società quotate nei listini azionari denominati in euro, i titoli obbligazionari sono ben intonati. Da ieri i Bond dell’area periferica dell’Eurozona si stanno rafforzando, favoriti dalle parole accomodanti di Mario Draghi.

Draghi ha detto che non si è parlato di tapering e che la Bce è pronta a incrementare le misure straordinarie di stimolo monetario “se necessario”. Detto questo, nonostante quello che voglia far credere il presidente della Bce e un’inflazione ancora fredda, se l’economia continuerà a rafforzarsi nel 2018 verranno ridotte quasi certamente la mole e la gittata del piano di Quantitative Easing, che ha offerto un supporto importante a Btp, Bonos e altri titoli dei paesi più indebitati e vulnerabili dell’area. I primi dettagli sul programma di tapering dovrebbero essere svelati a settembre.

Dall’estate del 2014, quando per la prima volta Draghi ha annunciato che la Bce avrebbe varato un programma di acquisto di titoli del debito, i rendimenti dei Bond di Spagna, Portogallo e Italia sono scesi nettamente (vedi grafico). Secondo Fidelity non ci saranno incidenti con il tapering e il mercato dei Bond europei non subirà gravi scossoni.

Bond periferia in fase rialzista dal 2014