Bce conferma tassi allo zero, inflazione mette Draghi sotto pressione

19 Gennaio 2017, di Daniele Chicca

Come previsto la Bce ha mantenuto invariati i tassi di interesse allo zero; rimangono dove sono anche i tassi sui depositi, che valgono -0,4%, e i tassi sui prestiti marginali (0,25%). Non sono state apportate modifiche al bazooka monetario già rivisto a dicembre 2016, quando la durata è stata estesa a dicembre 2017. I tassi rimarranno su livelli bassi a lungo, anche dopo la fine del Quantitative Easing. La politica monetaria dell’Eurozona diverge sempre di più da quella degli Stati Uniti, che è caratterizzata dall’atteggiamento più da falco della presidente della Federal Reserve Janet Yellen.

Dopo il +1,7% registrato a dicembre, la Germania è preoccupata dal rialzo dell’inflazione, che specialmente a Berlino prosegue nel suo passo relativamente sostenuto verso la soglia obiettivo del 2%. Se ne saprà di più con la conferenza stampa di Mario Draghi delle 14.30. Il board di politica monetaria della Bce si dice pronto ad “aumentare la portata e durata del programma” di QE se le previsioni dovessero diventare “meno favorevoli o se le condizioni finanziarie non siano in linea con le aspettative che l’inflazione faccia progressi” costanti verso il target prefissato dalle autorità.

Al momento sul Forex l’euro consolida il processo di rafforzamento rispetto al dollaro, attestandosi a 1,0622 dollari, mentre le Borse europee sono in generale poco variate (segui live blog di mercato). I rendimenti dei bond europei scambiano in rialzo.