A giugno Fed vorrebbe imporre quarta stretta in un anno e mezzo, ma…
La Fed ha fatto capire che è sua intenzione premere sull’acceleratore del ciclo dei rialzi dei tassi da giugno, ma che non può farlo finché non è sicura della solidità della prima economia al mondo. Sono le indicazioni principali che arrivano dai verbali dell’ultima riunione monetaria della Fed. La banca centrale vuole ricevere notizie positive sul fronte macro, che confermino la robustezza della ripresa prim a di imporre una nuova stretta monetaria a giugno. Sarebbe la quarta in un anno e mezzo di tempo dopo nove anni senza rialzi. La Fed ha iniziato inoltre a valutare come ridurre il suo enorme bilancio da 4.500 miliardi di dollari.
La Banca centrale spera che il momento di offuscamento dell’economia, con il Pil cresciuto di appena lo 0,7% nel primo trimestre e la frenata dell’inflazione, siano fenomeni passeggeri. Durante la riunione del 2-3 maggio la maggior parte degli esponenti del board della Fed ha detto che ci sarà “presto” bisogno di un ulteriore incremento dei tassi di interesse. Dalle minute emergono anche i piani per un restringimento del bilancio, con le autorità di politica monetaria che discuteranno delle strategie per una riduzione graduale delle operazioni di reinvestimento nei titoli di Stato in scadenza. Ma i dati macro potrebbero impedire alla banca centrale di premere sul grilletto.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.