Nazionalizzazione Autostrade: spunta idea Cdp, “piano B estremo”

22 Agosto 2018, di Mariangela Tessa

Mentre sempre piú piede l’ipotesi di nazionalizzazione di Autostrade, l’agenzia di stampa Bloomberg ieri in serata ha rivelato indiscrezioni in base alle quali il governo starebbe studiando un intervento di Cassa depositi e prestiti per rilevare una quota di maggioranza del capitale di Autostrade, che vede attualmente l’88% in mano ad Atlantia, la finanziaria controllata dai Benetton.

Tuttavia, spiega l’agenzia che cita fonti vicine alla vicenda, non è chiaro se la famiglia Benetton sia d’accordo con questa soluzione o addirittura se siano già state avviate o meno delle trattative.

Da parte loro gli analisti sono scettici sulle possibilità che l’operazione vada in porto. Da Banca IMI per esempio reputano improbabile la nazionalizzazione di Atlantia, perché un simile scenario porterebbe lo Stato ad assumersi l’intero onere del debito del gruppo, pari a circa 10 miliardi di euro, insieme a tutti gli investimenti futuri necessari per rilevare la rete.

Secondo quanto riporta Il Messaggero:

“Più fonti confermano che ai piani alti della Cdp si sta comunque valutando un ingresso morbido in Autostrade (5-10% del capitale) con lo scopo di disporre una sorta di Golden power. Il piano comunque appare di non facile attuazione. […] Basti ricordare che un anno fa Atlantia, la holding cui fa capo Autostrade, ha ceduto al fondo sovrano cinese Silk Road e alla Appia Investimenti controllata dal colosso assicurativo tedesco Allianz una quota di minoranza valutando il 100% dell’azienda circa 15 miliardi”. 

Intanto ieri Mediobanca ha calcolato quanto costerebbe allo Stato l’esito del contenzioso tra concessionario e concedente: 11 miliardi di spesa, senza sapere se dopo la revoca, si sarebbe costretti a mettere a gara una nuova concessione e con quali potenziali partecipanti.

Dal canto suo, l’agenzia di stampa Bloomberg, calcola che il debito pubblico italiano potrebbe aumentare di 9,4 miliardi di euro se il governo dovesse effettivamente portare fino in fondo la procedura di revoca della concessione. Il riferimento, in questo caso, è all’ammontare del debito netto che Autostrade ha riportato alla fine dello scorso anno e di cui lo Stato dovrebbe farsi carico.