MPS: il piano che include aiuti di Stato e i Padoan bond

5 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

SIENA (WSI) – E dopo i Tremonti bond, i Monti bond, arrivano anche i Padoan bond?

Non si mettono bene le cose per Mps, la banca più antica al mondo che dopo l’ultimatum della Bce sulla cessione di 10 miliardi di crediti in sofferenza in 3 anni in aggiunta a quelli programmati nel piano industriale. Il titolo ieri ha segnato un vero e proprio tonfo in Borsa, arrivando a perdere il 13,99% . Risultato: Mps vale ora meno di  1 miliardo di euro. La nuova sessione di Piazza Affari inizia con nuove vendite sul titolo, sospeso per eccesso di ribasso, con un calo teorico -7%.

Forti timori e grande incertezza, che permarrà almeno fino al 29 luglio prossimo, giorno in cui la Bce pubblicherà i risultati degli stress test su 51 istituti bancari europei tra cui, per l’appunto,  l’istituto guidato da Fabrizio Viola.

Per salvare Mps, la strada è quella tracciata dall’articolo 32, comma 4 d, puto 3 della Direttiva sulle risoluzione bancarie dove si dice chiarimente che nel caso di una bocciatura allo stress test, lo Stato possa intervenire preventivamente con un aumento di capitale.

Tale aumento di capitale deve essere cautelativo, temporaneo e proporzionato per rimediare alle conseguenza delle “grave perturbazione” che sta per arrivare su un certo istituto di credito. Come riporta un articolo de La Stampa:

“Lo schema che circola al Tesoro rispetta tutte queste condizioni: prevede il lancio di nuove obbligazioni convertibili – chiamiamoli Padoan bond – non dissimili a quelle emesse nel 2012 dal governo Monti; ad esse si dovrebbe accompagnare un intervento di sostegno del Fondo Atlante per un ammontare non inferiore ai tre miliardi di euro. «Atlante due» si occuperà nel frattempo di comprare parte delle sofferenze di Mps, ma i tempi non sono compatibili con quelli che i mercati impongono in momenti come questi”.

La conversione delle obbligazioni però non sarebbe un’ipotesi azzeccata per Monte dei Paschi di Siena – come scrive il Corriere della Sera – visto che un’eventuale ricapitalizzazione della banca senese a carico dello Stato già azionista al 4%, “avverrebbe in continuità con il regime degli aiuti” ricevuti con i Tremonti e i Monti Bond. D’altra parte sul pacchetto di sofferenze Mps che potrebbe essere rivelato dal Fondo Atlante, si cercano altri soci e capitali e il tutto mentre il Fondo è già in trattativa per la cessione di due banche appena salvate, Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Una situazione sul filo del rasoio quindi quella di Mps ma che rappresenta l’intero sistema bancario italiano come ha scritto anche il più autorevole quotidiano finanziario della City, il Financial Times.

“Dopo il crollo nella capitalizzazione quest’anno i banchieri prevedono che a Monte dei Paschi possa essere richiesto un aumento di capitale in una situazione che sarebbe difficile per la banca (…) A differenza della Spagna e dell’Irlanda, che furono obbligate ad accettare programmi di salvataggio internazionali quando si rivelarono incapaci di finanziare pulizie multimiliardarie dei rispettivi settori bancari al picco della crisi dell’eurozona, l’Italia non ha mai condotto una revisione radicale delle sue istituzioni finanziarie. E ora i dirigenti dell’eurozona stanno cominciando a preoccuparsi del fatto che le banche italiane emergano come l’anello debole nello sforzo, in corso da sei anni, di puntellare l’euro. La tempesta scatenata dal voto britannico per lasciare la Ue ha messo in evidenza queste preoccupazioni, riportando i riflettori sulle fondamenta ancora incomplete dell’eurozona”.

Il problema del MPS rischia di estendersi a macchia d’olio sulle altre banche come scrive anche il Financial Times.

“Renzi spera di trovare una soluzione di mercato con le banche italiane. Atlante sta per lanciare un fondo sulle sofferenze bancarie nei prossimi giorni che si concentrerà sull’acquisto dei crediti in sofferenza del Monte dei Paschi a un prezzo vicino ai valori di libro, secondo quanto anticipano alcuni banchieri. E come ultima istanza l’Italia potrebbe decidere di iniettare miliardi di euro nelle sue banche per evitare una crisi sistemica sfidando la Ue, dicono fonti vicine al governo”.