Mercati

Mps, gestori divisi su nuovi i vertici

Si scalda l’atmosfera intorno all’assemblea di domani di Monte dei Paschi di Siena, chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione in uno dei passaggi più delicati della recente storia dell’istituto. Il confronto tra le liste è ormai entrato nella fase decisiva, con gli investitori istituzionali che iniziano a scoprire le carte, ma con molte incognite ancora legate alle effettive quote che si presenteranno al voto.
L’affluenza è attesa intorno al 70%, ma i depositi potrebbero proseguire fino a oggi, rendendo difficile stimare con precisione i pesi in campo.

I grandi fondi si schierano

Secondo quanto riportato da fonti di stampa, il fondo sovrano Norges Bank e il colosso americano BlackRock voteranno a favore della lista alternativa presentata da Plt Holding, riconducibile alla famiglia Tortora, che propone la riconferma di Luigi Lovaglio come amministratore delegato.
La presa di posizione di BlackRock, che detiene una quota intorno al 5% del capitale secondo le comunicazioni Consob aggiornate, assume un peso particolare perché si discosta dalle raccomandazioni dei proxy advisor ISS e Glass Lewis, che hanno invece indicato la lista del cda uscente.

Sul fronte opposto, indiscrezioni raccolte dall’ANSA indicano che Vanguard, con circa il 3% del capitale, sarebbe orientato a sostenere la lista del consiglio uscente, che candida Fabrizio Palermo come amministratore delegato e Nicola Maione alla presidenza.

I numeri restano fluidi: Norges controlla circa il 2,4% del capitale, BlackRock è poco sotto il 5%, mentre Vanguard si attesta intorno al 3%. Tuttavia, l’incertezza sulle presenze effettive in assemblea rende difficile prevedere l’esito finale.
In base a ricostruzioni di mercato riportate da agenzie finanziarie, la lista del cda uscente potrebbe avvicinarsi o superare il 30% dei consensi (al netto del voto del primo azionista), risultando favorita nella prima votazione. La lista Plt Holding potrebbe invece fermarsi attorno al 10%, ma con possibilità di eleggere comunque alcuni rappresentanti.

Il peso degli azionisti italiani

Resta decisivo il ruolo dei soci domestici. La holding Delfin, primo azionista con il 17,5%, e Banco BPM (circa 3,7%) sono chiamati a esprimersi proprio nelle ore immediatamente precedenti all’assemblea.
Delfin, guidata da Francesco Milleri, potrebbe rivelarsi l’ago della bilancia. Secondo diverse fonti, tuttavia, non si esclude un’astensione o un voto convogliato verso la lista di Assogestioni, anche alla luce delle possibili implicazioni legali legate al dossier Mediobanca.
Conferme invece sul fronte Francesco Gaetano Caltagirone, i cui veicoli – tra cui Fgc – dovrebbero restare allineati alla lista del cda uscente, secondo quanto indicato da fonti vicine ai consigli.

L’incognita della legge Capitali

A complicare il quadro interviene il nuovo meccanismo introdotto dalla legge Capitali, alla sua prima applicazione proprio nell’assemblea di Siena. Anche in caso di vittoria di una lista, sarà infatti necessario un secondo passaggio di voto sui singoli candidati, con possibili esclusioni eccellenti.
Questo sistema potrebbe rimescolare le carte e consentire anche alle minoranze di incidere sulla composizione finale del board, rendendo meno scontata la definizione degli equilibri futuri.