Monti: “Italia unica in sud Europa a non aver chiesto un euro”. Ma è alert Citi

4 Luglio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – L’ex premier Mario Monti difende la solidità dei fondamentali economici dell’Italia. E lo fa nel corso di un’intervista che rilascia al canale televisivo Cnbc, parlando a margine di una conferenza che si è tenuta a Aix-en-Provence, in Francia.

“L’Italia è un’economia piuttosto solida. Alcuni, nel parlare degli effetti della Brexit, affermano che potrebbe essere uscire dall’ Eurozonaaspettate un attimo. L’Italia è l’unico paese del Sud Europa che è uscito dalla crisi finanziaria dell’Eurozona senza chiedere un solo euro o un aiuto esterno presso la Troika; è l’unico paese del Sud Europa -in questo caso includendo anche la Francia – a fare ordine nel suo budget, riuscendo così a uscire da una procedura per deficit eccessivo da parte dell’ Unione europea, già nella primavera del 2013. E’ vero, l’Italia non sta andando in modo brillante dal punto di vista dell’economia reale, e ha bisogno di riforme, ma non penso che un fallimento del referendum costituzionale metterebbe l’Italia in una situazione di insostenibilità economica e politica”.

Sulla questione del referendum, Monti afferma che il premier Matteo Renzi ha fatto praticamente “una sorta di scommessa – tra l’altro ‘non necessaria’- mettendo a rischio la sua stessa premiership nel caso in cui dovesse perdere”.

Ma se Monti minimizza sugli effetti del referendum, non altrettanto fanno gli analisti Tina Fordham, Ebrahim Rahbari, Giada Giani, Guillaume Menuet and Christian Schulz della banca Usa Citigroup che in una nota diffusa nel fine settimana hanno scritto che il referendum costituzionale dell’Italia è “probabilmente il rischio singolo maggiore nel panorama politico europeo, tra i problemi non collegati al Regno Unito, visto che il futuro politico di Renzi potrebbe essere legato al risultato del referendum”.

Ancora Citi:

“(Il voto) aumenta il rischio di una uscita di scena di Renzi, in un momento in cui il M5S sta avendo molto successo nei sondaggi e in cui l’Italia si mette in evidenza per i livelli tra i più alti di euroscetticismo. Se Renzi perde il referendum e si dimette, l’instabilità politica potrebbe alimentare una volatilità finanziaria significativa in Italia ed Europa, causa l’assenza di ovvi leader alternativi e/o per la probabilità maggiore che il partito anti-establishment M5S entri nel prossimo governo. I recenti sondaggi sul risultato del referendum, uniti alla debolezza della performance del Pd di Renzi, lasciano pensare che il fatto che il referendum vada come vuole Renzi non è affatto scontato”.