Monte dei Paschi: oggi cda per riorganizzazione e spunta l’interesse di BPM

15 Giugno 2021, di Alessandra Caparello

Atteso per oggi , martedì 15 giugno, il cda di Banca Monte dei Paschi che secondo le ultime indiscrezioni avrà ad oggetto una riorganizzazione interna, con un rimescolamento globale, secondo quanto riportano alcune indiscrezioni che legano questa ipotesi anche quella dello “spezzatino”.

Monte dei Paschi: spunta l’interesse di BPM

Il Tesoro, primo azionista della banca senese con il 64,2% del capitale, intende uscire dal capitale entro fine 2021, come previsto dagli accordi presi con le autorità europee nel 2017. Secondo indiscrezioni riportate da Milano Finanza, Banco Bpm avrebbe manifestato interesse sul dossier dell’istituto di Siena. Giuseppe Castagna, Ceo di Banco Bpm, più volte ha aperto a possibile operazioni industriali purché abbiano una valenza industriale e, recentemente, ha parlato anche della possibilità di un terzo polo bancario dopo Intesa Sanpaolo e UniCredit.

Banco BPM sarebbe disponibile a esaminare asset del gruppo senese mentre il Mef vuole vendere a un solo compratore e in tal caso si punta su Unicredit, che poi potrà cedere diversi perimetri a diversi soggetti per digerire meglio l’operazione e fare fronte alle possibili richieste dell’Antitrust.

In ogni caso, il possibile acquisto di alcuni asset dei Monte dei Paschi privatizzato permetterebbe a Banco Bpm di accrescere la propria presenza nelle regioni del Nord o del Centro senza richiedere un eccessivo sforzo patrimoniale o organizzativo.

Nella partita, oltre a Banco Bpm, potrebbero potenzialmente entrare Bper, Poste Italiane e Mediocredito Centrale, con quest’ultimo che potrebbe essere interessata alle filiali del Sud per costruire un polo attorno alla Popolare di Bari.

I sindacati sul piede di guerra

Nel frattempo, Federico Di Marcello, segretario Fisac Cgil, boccia su tutta la linea le linee strategiche per Rocca Salimbeni.

“La ristrutturazione è intempestiva e lo spezzatino è la peggiore delle soluzioni per il futuro”. “Come sindacati non abbiamo firmato nessun accordo: è una ristrutturazione intempestiva, figlia di un piano industriale non ancora approvato dall’autorità europea. Viene eliminato un livello decisionale, in alcune direzioni vengono eliminati due livelli,