Economia

Monte dei Paschi: allo studio maxi riorganizzazione. Come cambierà

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Una maxi riorganizzazione operativa delle funzioni della banca è l’oggetto del prossimo consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi che si terrà martedì prossimo, 15 giugno. Archiviata la volontà del Tesoro di chiudere la partita nei tempi concordati con l’Unione Europea, quindi entro fine anno, successivamente sono emersi alcuni rumor sul prossimo ordine del giorno del cda in programma prossima settimana.

Monte dei Paschi verso la riorganizzazione: ecco come diventerà

Rocca Salimbeni avrebbe all’ordine del giorno una riorganizzazione interna, con un rimescolamento globale, secondo quanto riportano alcune indiscrezioni che legano questa ipotesi anche quella dello “spezzatino”.

Una riorganizzazione che porterebbe la banca più antica del mondo nel cuore di Siena a diventare un istituto di credito di medio livello del centro Italia. L’ipotesi spezzatino vede spartirsi la banca tra Unicredit e Mediocredito, con gli asset al nord acquistati dalla banca milanese e quelli al sud dalla Banca del Mezzogiorno. Potrebbe essere interessata anche Poste Italiane per alcuni asset come la piattaforma Widiba che al suo interno ha anche una rete di consulenti finanziari.

Ne uscirebbe  una “piccola Mps”, radicata in Toscana e nel centro Italia, controllata dalla Fondazione Mps. Un’ipotesi quest’ultima che oggi viene smentita seccamente da ambienti vicini alla Fondazione citati dalle agenzie di stampa.

Certo il progetto di riorganizzazione, porterebbe ad un giro di nomine e nuove poltrone. Qualunque soluzione dovrà comunque passare dalla Ue, mentre il dossier non sarebbe ancora arrivato sulla scrivania del premier Mario Draghi.

Le altre opzioni sul tavolo

Attualmente, le principali soluzioni per completare l’uscita del Mef dal capitale di Montepaschi sono due, oltre a quella appena citata circa uno spezzatino degli sportelli tra vari altri istituti.
La prima consiste in un’acquisizione da parte di un grande gruppo bancario, e qui solo Unicredit sembra l’unico nome realistico.

La seconda è legata ad una data room gestita da Mediobanca in qualità di advisor, per la ricerca di nuovi potenziali acquirenti, in particolare tra operatori del private equity. Come comunicato dalla stessa banca senese a inizio maggio, solo il fondo di private equity Apollo, “che aveva inviato alla capogruppo una manifestazione di interesse non vincolante, dal mese di marzo ha accesso alla virtual data room“. Attualmente è l’unica società ad aver espresso una palese manifestazione d’interesse.

Intanto a Piazza Affari il titolo MPS ritrova la via dei guadagni dopo tre sessioni in calo e così archiviata la giornata di ieri con un rosso di oltre mezzo punto percentuale, oggi sale dell’1,17% a 1,2545 euro.