Monito Ue all’Italia: conti pubblici a rischio in caso di elezioni a giugno

13 Febbraio 2017, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Mentre si attendono le previsioni economiche invernali della Commissione Europa, un dato emerge rivelando tutta la preoccupazione dell’Unione europea nei confronti del nostro paese. Parliamo dell’incertezza politica che tradotta significa elezioni anticipate, già a giugno, un rischio  anche dal punto di vista dei conti pubblici.

Un rischio che si abbatte non solo sull’Italia ma anche su altri paesi quali Olanda, Francia, Germania, tutti paesi che quest’anno saranno coinvolti nelle elezioni politiche, come sottolinea il commissario Pierre Moscovici nel documento allegato alle previsioni invernali previste per stamani alle 11.00.

Incertezze politiche legate alle elezioni che si svolgeranno in Europa quest’anno”.

Ciò che preoccupa maggiormente tutti i membri della Commissione Europea, dall’ala rigorista ai falchi, è che l’Italia non mantenga le promesse fatte andando a votare in anticipo, ossia non attui quella famosa manovra correttiva da 3,4 miliardi, pari allo 0,2% del Pil. Una fonte della Commissione sottolinea, come riporta La Stampa:

“Padoan ci ha fatto delle promesse, prima generiche, con la lettera del 1° febbraio, e poi più concrete con quella del 7 febbraio. Quest’ultima è stata molto apprezzata. In una situazione normale, potremmo accontentarci. Ma in Italia non c’è una situazione normale”.

La ricetta per risolvere l’incertezza politica? Attuare subito le misure che il ministro dell’economia italiano Pier Carlo Padoan ha annunciato ma che hanno avuto subito un nemico agguerritissimo, Matteo Renzi che preferisce non fare la manovra, non assecondando le lettere inviate dall’Unione Europea.

Se il rischio di elezioni anticipate a giugno continuasse ancora a prendere piede, la Commissione ha pronto un asso nella manica, ossia il rapporto sul debito eccessivo italiano che intende pubblicare il 22 febbraio. Su tutto pesa l’incognita della procedura di infrazione che l’Ue minaccia di comminare all’Italia se non aggiusta i conti.