Società

Mercati sfidano volatilità con balzo dell’hi-tech, sterlina piegata

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Seduta contrastata per l’azionario mondiale, con l’Europa in rialzo grazie alla corsa dei tecnologici mentre in Asia gli investitori rimangono abbastanza nervosi. La giornata di Borsa è ancora una volta influenzata dalle novità relative alla guerra commerciale e dai colloqui che si potrebbero tenere a breve tra Cina e Stati Uniti sui dazi. Pare che il vice premier cinese Liu He starebbe decidendo quando intavolare le trattative con il segretario del Tesoro Usa Steve Mnuchin.

I titoli del settore minerario e hi-tech sono in buon progresso, con l’indice paneuropeo EuroStoxx 600 che è ben intonato. I future sul Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq cedono terreno invece. Per l’azionario Usa si prospetta un mese di dicembre storicamente molto negativo. Le paure sulla frenata dell’economia globale, il ciclo di rialzo dei tassi della Fed e le tensioni commerciali tra le prime due potenze al mondo stanno pesando da qualche mese sul sentiment dei mercati. L’indice S&P 500 rischia di chiudere il 2018 con la prova peggiore da dieci anni.

Un anno estremamente volatile si avvicina alla sua conclusione e con la chiusura delle posizioni da parte dei gestori – i quali fanno fatica a trovare oasi di profitto in un contesto nel quale i computi annuali di tutte le classi di asset sono in rosso – le oscillazioni di prezzo rischiano di essere ancora violente. Sul Forex la sterlina continua a pagare il caos della Brexit. La premier Theresa May ha rinviato il voto al Parlamento di ratifica del testo sulla Brexit, che doveva svolgersi oggi, nella speranza di poter rinegoziare l’accordo con le autorità europee. Sul fronte obbligazionario, si segnala un calo dei prezzi e un incremento dei rendimenti per i Bond europei e quelli britannici.

“I mercati sono estremamente volatili”, ha detto durante una conferenza a New York il pioniere dell’industria degli hedge fund Paul Tudor Jones. “Nel 2019 c’è da aspettarsi una situazione nella quale la deleveraging vista per tutte le asset class nell’ultimo mese e mezzo – anzi negli ultimi quattro o cinque mesi – viene reinvestita nei mercati”.