Mercati, rischio Italia: Nomura ottimista su deficit e rating

20 Maggio 2019, di Daniele Chicca

Nelle ultime previsioni economiche, la Commissione europea ha rivisto al ribasso le previsioni sul deficit fiscale dell’Italia al 2,5% nel 2019, mentre per la Francia la percentuale è stata ritoccata al 3,1%. Il fatto che Parigi violi il patto di stabilità e crescita – pur avendo un debito inferiore, maggiori prospettive di crescita e un deficit strutturale più contenuto – senza incorrere in sanzioni UE, riduce il pericolo di nuove tensioni tra Roma e Bruxelles. di tenere alte le tensioni tra i due paesi.

Nomura ritiene che “i rischi di rinnovate tensioni tra uno dei due paesi, specie per quanto riguarda l’Italia, e Bruxelles siano ora bassi”. Per le stesse ragioni però (divergenza di trattamento) e per la presenza di un governo populista ed euro scettico in Italia, a essere alto rimane invece il rischio di un nuovo scontro politico economico tra la seconda e la terza economia dell’area euro.

Procedura d’infrazione evitabile, ma mercati resteranno nervosi

Per un paese come l’Italia, sottolinea sempre nel rapporto la banca, “il prezzo da pagare sarebbe molto alto nel caso di procedura di infrazione per deficit eccessivo (EDP), in quanto il governo dovrebbe fare a meno del sostegno finanziario della banca europea degli investimenti (BEI)”.

Di conseguenza Nomura si aspetta che il governo italiano farà di tutto per tentare di negoziare con la Commissione europea ed evitare le misure coercitive. Nonostante le dichiarazioni aggressive, in particolare dei suoi vice premier, l’esecutivo finirà con tutta probabilità per fare concessioni.

Tuttavia siamo in piena campagna elettorale in vista del voto delle europee di fine maggio e i messaggi di propaganda sarann carichi di retorica anti europea. Secondo gli analisti “i mercati rimarranno pertanto nervosi nei confronti de nuovi sviluppi politici” e delle notizie provenienti da entrambi i campi.

Procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo: ecco come funziona.

Dati macro fanno pensare a frenata crescita

L’Italia è piombata in una recessione tecnica nella seconda metà del 2018. Secondo Nomura gli ultime rilevazioni degli indici PMI mostrano che c’è il pericolo di un’ulteriore contrazione per l’attività economica della terza potenza dell’Eurozona. C’è insomma il rischio di una fase di contrazione prolungata.

“La domanda esterna più debole e gli investimenti domestici in calo”, si legge nel report della banca giapponese, “dovrebbero contribuire a mantenere fiacca la crescita. Dal momento che poi le “incertezze sul futuro politico persistono, non vediamo un punto di svolta positivo a breve per i dati macro dell’Italia”.

It matters for many reasons, the first being the sustainability of the deficit. Credit rating updates will also be something to watch
out for this year. S&P ha confermato il rating sulla qualità creditizia dell’Italia a BBB (due gradini sopra il livello spazzatura, junk) e ha confermato l’outlook negativo.

Declassamento rating: se e quando potrebbe avvenire

Significa che se il deficit e del debito si rivelano superiori alle attese dell’agenzia americana, oppure se le condizioni finanziarie subiscono un deterioramento, Standard & Poor’s potrebbe declassare il rating dell’Italia.

Un’altra possibilità è che sia il risultato delle politiche fiscali intraprese dal governo giallo verde qualora queste dovessero indebolire la crescita del PIL in modo permanente, perché S&P rivedrebbe al ribasso le stime sul PIL. Le previsioni attuali per l’Italia sono quasi in linea con quelle dell’esecutivo e con quelle pubblicate dalla Commissione europea a febbraio.

Su fronte del deficit, l’agenzia S&P non prevede in realtà che l’Italia finirà per superare la soglia del 3% del Pil. Le previsioni sono per un livello del 2,6% per il 2019. I problemi giungeranno invece nel 2020, quando lo stesso governo stima un deficit al 3,5%.

Alla luce di tutto ciò, gli analisti di Nomura reputano che il rischio di una procedura di infrazione sia attualmente basso, perché c’è tempo per trovare un accordo tra Commissione europea a Italia, un po’ come avvenuto a dicembre 2018 quando è stato fissato un paletto del 2,04% anziché del 2,4% precedentemente stabilito nella manovra finanziaria.

Rischio di elezioni anticipate e mercati cauti

Un rischio da non sottovalutare è poi quello delle elezioni anticipate, che secondo Nomura è aumentato di recente. Viste le tensioni crescenti in seno al governo Conte, se l’esito delle elezioni europee conferma i numeri dei sondaggi – ossia che la Lega otterrà un risultato migliore e sarà il primo partito d’Italia – allora il suo leader Matteo Salvini potrebbe dichiarare finita l’esperienza della coalizione “anomala” con il MoVimento 5 Stelle, tentando di correre con gli altri parti conservatori (Forza Italia e Fratelli d’Italia), partner più naturali della Lega.

Sebbene alle Europee corrano tutti e tre separati, le tre formazioni si erano presentate unite alle ultime elezioni politiche. Secondo Nomura una simile coalizione di destra ha la possibilità di ottenere la maggioranza dei seggi. Resta da vedere se un tale esito sarebbe positivo in chiave mercati. 

“Una possibilità è che se si trovasse alla testa di un governo più coeso, Salvini potrebbe alleggerire i toni nei confronti della Commissione europea”. Difatti, senza il MoVimento 5 Stelle, le autorità italiane potrebbero – nell’ipotesi della banca – “ritirare alcune misure fiscali espansive”, come il reddito di cittadinanza.

Detto questo “l’agenda politica di Salvini prevede anche una flat tax e una riforma del sistema previdenziale costose”. E in caso di voto anticipato l’Italia assisterebbe a un’altra campagna elettorale scandita dai toni euroscettici, durante la quale “è prevedibile che l’approccio dei mercati sarebbe ancora improntato alla cautela“.

Come funzionano sanzioni e procedura d’infrazione

Ogni decisione riguardante eventuali sanzioni viene presa dal Consiglio europeo sulla base di una proposta della Commissione tramite un voto definito di “Reversed Qualified Majority“. Significa che per respingere la proposta del Consiglio di imporre una multa, ad esempio, è necessaria la maggioranza qualificata degli Stati Membri.

L’ammontare della multa imposta dipende dai casi e possono variare tra somme forfait fisse e pagamenti quotidiani. Le sanzioni sono calcolate tenendo conto questi elementi in particolare:

  1. l’importanza delle norme violate e gli effetti della violazione sugli interessi generali e particolari;
  2. il periodo in cui il diritto dell’Unione non è stato applicato;
  3. la capacità del paese di pagare, con l’intento di assicurare che le sanzioni abbiano un effetto deterrente.

La procedura d’infrazione viene avviata nel caso di violazione dei diritti Ue. Se la Commissione, organo esecutivo europeo, giunge alla conclusione che il paese è venuto meno ai propri obblighi a norma del diritto dell’UE, allora può inviare un parere motivato. vale a dire una richiesta formale di conformarsi al diritto dell’Unione in cui spiega perché ritiene che il paese violi il diritto dell’UE.

A quel punto la Commissione chiede al paese interessato di comunicarle le misure adottate entro un termine preciso, in genere due mesi. Se l’Italia continuasse a non conformarsi alla legislazione la Commissione potrà quindi decidere di deferirlo alla Corte di giustizia. La maggior parte dei casi viene risolta prima di essere sottoposta alla Corte, tuttavia.

Se un paese dell’UE non comunica le misure che attuano le disposizioni di una direttiva in tempo utile, la Commissione può chiedere alla Corte di imporre sanzioni. Se la Corte ritiene che il paese in questione abbia violato il diritto dell’Unione, le autorità nazionali devono adottare misure per conformarsi alle disposizioni della sentenza della Corte.