Fusione Lse-Deutsche Boerse a rischio. C’è di mezzo l’Italia

27 Febbraio 2017, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – A rischio la maxi fusione tra la borsa di Londra, London Stock Exchanche e quella di Francoforte, la Deutsche Boerse. A mettere i bastoni fra le ruote alle due super piazze è l’Unione europea che chiede come condizione per procedere alla fusione la cessione del mercato di titoli di Stato (Mts), una delle più strategiche attività italiane.

E questo per ragioni di Antitrust visto che la nuova realtà Lse-Deutsche Boerse è comunque in grado di orientare l’attività di clearing al suo interno. Londra si oppone a questa decisione considerando i benefici strategici che porterebbe l’Mts alla fusione tra i due listini. Nato nel 1998 l’Mts tratta titoli di Stato italiani, e di altri paesi europei e di emittenti sovranazionali, e il 60,37% è in mano a Borsa Italiana e il restante a 27 gruppi bancari, italiani e non, generando un volume di scambio di 90 miliardi di euro al giorno.

A settembre, Margrethe Vestager, commissaria Ue alla concorrenza aveva avviato un’indagine per valutare la fusione tra le due piazze. Oggi arriva la conditio sine qua non da parte dell’Ue alle nozze: cedere l’Mts. In una nota il gruppo LSE sostiene tutto il suo rifiuto alla cessione di una delle principali piattaforme in cui gli operatori specializzati si scambiano all’ingrosso i titoli di Stato, soffermandosi sul fatto che la vendita del mercato dei titoli di Stato mettere a rischio i rapporti con le autorità italiane, MEF, Consob e Bankitalia. E inoltre per la vendita occorre l’ok delle autorità regolatorie inglesi, belghe, francesi e americane.

Questo il motivo per cui Lse, pur rimanendo convinta dell’opportunità di unire le forze con il gruppo tedesco, sta pensando di rinunciare alla fusione con Deutsche Boerse a cui si aggiunge anche il fatto che il gruppo non sarebbe riuscito a organizzare la vendita di Mts in tempo utile per oggi a mezzogiorno.