Mercati, Morgan Stanley: trucco per fare soldi andando controcorrente

28 Giugno 2018, di Daniele Chicca

I titoli più shortati dagli investitori di Wall Street attraversano un gran bel momento e Morgan Stanley ha un consiglio strategico da dare a chi vuole sfruttare la situazione a suo vantaggio.

Le azioni quotate alla Borsa Usa vittima delle più pesanti speculazioni al ribasso sono in rialzo dalla fine di marzo, secondo l’indice di Thomson Reuters “Most Shorted”. La banca sostiene che dietro al balzo sorprendente dei titoli shortati ci sia la performance migliore di quella del resto del mercato delle aziende a piccola capitalizzazione.

Il suggerimento di Morgan Stanley è quello di comprare le società le cui attività sono maggiormente orientate in patria, perché dovrebbero beneficiare dei massicci tagli al fisco e della de-regulation voluti dall’amministrazione Trump. Questi gruppi, inoltre, dovrebbero essere più immuni alle conseguenze della guerra commerciale in atto tra Cina e Stati Uniti.

Per speculare al ribasso su un dato titolo, un trader prende un pacchetto di azioni in prestito e lo vende nella speranza che il loro prezzo scenda. Una volta che questo accade, si può rientrare comprando i titoli a un valore più basso e quindi vantaggioso. L’investitore in concreto trae profitto dalla differenza tra il prezzo di vendita più alto in confronto al costo del momento in cui viene inviato l’ordine di acquisto.

A giugno, tuttavia, la performance dei titoli maggiormente “odiati” da Wall Street ha fatto un balzo ai massimi di quattro anni, stando ai calcoli effettuati dal Financial Times. “La prima cosa che salta all’occhio nella nostra analisi”, sottolinea in una nota Michael Wilson, chief US equity strategist di Morgan Stanley, “è la distorsione verso le small cap nello schermo dedicato ai titoli maggiormente shortati”. Così l’analista si spiega allora lo strano fenomeno sopra citato.

Una strategia pericolosa che paga

Ovviamente scommettere sui titoli su cui gli altri investitori prendono di mira comporta dei rischi e può rivelarsi una strategia pericolosa. Le posizioni short, dopo tutto, sono spesso un segnale dei problemi che la società quotata attraversa. Sono famosi i casi degli speculatori Jim Chanos e Andrew Left di Citron, che aprirono posizioni short su Enron e Valeant Pharmaceuticals prima che venissero alla luce le truffe e i problemi di bilancio dei due gruppi.

Per ora, tuttavia, è la forza dei titoli small cap (aziende con meno di due miliardi di dollari di capitalizzazione) a trainare al rialzo il gruppo dei titoli shortati, il che rappresenta un’opportunità di guadagno unica in Borsa, che secondo Wilson non bisognerebbe farsi sfuggire.

L’indice Russell 2000 dei titoli a bassa capitalizzazione ha registrato una prova migliore di 450 punti base rispetto all’indice S&P 500 dalla fine di marzo agli ultimi giorni di giugno. “Rispetto all’S&P 500, l’indice di Thomson Reuters dei titoli più shortati in Usa ha visto una performance molto migliore rispetto a quanto abbia fatto il listino Russel 2000″, spiega Wilson, “segnalando ancora più chiaramente” che la nostra teoria è corretta.

Anche JP Morgan ha dato un consiglio analogo, descrivendo le small cap come un investimento che consente di ottenere guadagni in quanto trae beneficio da una serie di scenari in atto, quali la reflazione, i tagli al fisco, e una minore sensibilità ai rischi attuali.