Mercati finanziari: i 10 rischi del 2021 secondo Natixis

23 Febbraio 2021, di Massimiliano Volpe

Il 2021 potrebbe essere l’anno della ripresa economica dopo il forte crollo registrato lo scorso anno a seguito dell’epidemia da coronavirus. Nonostante si veda la luce in fondo al tunnel  Esty Dwek, strategist di Natixis IM Solutions, ha individuato 10 fattori di rischio che potrebbero impattare negativamente sui mercati finanziari (azionari e obbligazionari). Vediamoli insieme.

  1. La distribuzione dei vaccini a singhiozzo. La distribuzione dei vaccini ha già palesato una lentezza maggiore del previsto: logistica, disponibilità di dosi, disponibilità della popolazione, effetti collaterali e mutazioni sono tutte variabili potenzialmente in grado di rallentarne la distribuzione, portando a ritardi per le campagne di massa e, di conseguenza, per il possibile ritorno alla normalità, elemento questo già prezzato dai mercati finanziari.
  2. Una crescita economia deludente. Il virus persiste più a lungo del previsto, sia a causa della scarsa diffusione del vaccino, sia per i problemi legati alle mutazioni. La crescita globale non ce la fa a rimbalzare mentre le misure di lockdown continuano a rimanere in piedi.
  3. Una sorpresa inflativa. Dinanzi ad un ritorno alla normalità più veloce del previsto dell’attività economia e, con lo stimolo fiscale in corso, l‘inflazione e le relative aspettative crescono, mettendo in discussione la politica della Federal Reserve e lo ZIRP (zero interest rate policy), e portando ad un picco dei rendimenti
  4. Taper tantrum. La diffusione dei vaccini va avanti senza intoppi e la crescita si rimette in moto. Anche l’inflazione, con gli effetti di base, risale e la Federal Reserve inizia a richiamare il concetto di tapering prima del previsto. I mercati obbligazionari reagiscono in modo eccessivo, i rendimenti si impennano e i listini soffrono perché fanno affidamento su miglioramenti nella crescita e negli utili, ma con rendimenti ancora bassi.
  5. Turbolenza politica negli Stati Uniti. Le lotte intestine tra democratici moderati e progressisti ed i timori riguardo al mandato di Biden potrebbero portare a tensioni interne agitando i mercati finanziari.
  6. Le tensioni USA-Cina. La guerra commerciale potrebbe migliorare con Biden alla Casa Bianca, ma le tensioni non spariranno e le cosiddette tech war non sono alle spalle.
  7. Le tensioni geopolitiche. Le tensioni in Medio Oriente con l’Iran e su Taiwan insieme alla prossima tornata elettorale in Europa, potrebbero meritarsi titoli dei giornali e innescare volatilità.
  8. Un sell-off sul tech. Si esaurisce la leadership del tech, la “bolla” scoppia o la regolamentazione colpisce il settore, portando ad un più ampio sell-off dei mercati finanziari.
  9. Valutazioni troppo alte. Dinanzi ad un consenso già costruttivo e valutazioni elevate, i mercati potrebbero diventare fin troppo ottimisti e favorire un posizionamento molto aggressivo, portando ad una forte correzione.
  10. Un evento sul mercato del credito. Come esito della crisi del 2020, si viene a verificare un evento sui mercati del credito che travasa su tutto il mercato.