Economia

Mercati azionari: 2022 parte male, Ftse Mib cede il 12%, il Nasdaq oltre il 17%

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Un inizio anno da dimenticare quello 2022 per i principali indici azionari internazionali. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha perso da inizio anno il 12%, una flessione diciamo contenuta rispetto al 17,5% perso a Wall Street dal Nasdaq 100 e il -16,5% segnato dallo Shanghai Composite.
Così un’analisi di Mps Capital Services sottolineando che l’indice Eurostoxx50 segna, sempre da inizio anno, il -12,1%, il Dax tedesco un -12% mentre il giapponese Nikkei 225 limita la flessione al -6,8%.
Complessivamente l’indice Msci World cede l’11,5% mentre il Msci Emerging Markets arretra del 14,5 per cento.

Mercati azionari, pesa ancora il Covid e crisi Ucraina

Tanti i fattori che pesano sull’andamento degli indici azionari, dall’incertezza legata alla ripresa Covid all’avvio della guerra in Ucraina per volontà della Russia. A dover di cronaca però ieri la giornata è stata positiva sulle borse, con il rimbalzo favorito dalle buone indicazioni arrivate dalle trimestrali tech USA e da quelle europee (ad esempio TotalEnergies, Unilever, Capgemini).

Il rialzo è stato più consistente a Wall Street, anche se a mercati chiusi hanno deluso le trimestrali di Apple, Intel e Amazon, contribuendo ad un calo iniziale dei future USA (stamani è comunque in corso un tentativo di recupero). Bene le borse asiatiche orfane di Tokyo, con i listini cinesi (inclusa Hong Kong) in forte rialzo.
Il settore tecnologico beneficia della speculazione di un possibile ammorbidimento delle misure restrittive da parte delle autorità nei confronti del settore dato l’impegno esplicito del Politburo nel promuovere una crescita salutare delle piattaforme internet.

Rialzi record per le materie prime

Per le materie prime invece il 2022 sembra essere un anno da record. Basti pensare che da gennaio il Bloomberg Commodity Index ha messo a segno un progresso del 31%, tra cui spicca il Petrolio Brent con un +39% mentre l’oro ha messo a segno un timido +4,6 per cento.