Manovra: l’Italia chiederà altri sconti all’Ue per il 2018

14 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Si attende martedì prossimo il varo da parte del governo della manovra correttiva, quella da 3,4 miliardi di euro chiesta da Bruxelles e che dovrebbe ricevere senza nessun ostacolo l’ok da parte della Commissione. Tuttavia sembra che Roma sia già pronta a chiedere altri sconti sul deficit per il 2018.

Come rivela un articolo di Repubblica, già da ora il governo e la Commissione stanno negoziando l’intervento per il 2018, la manovra di ottobre che rappresenta una mina sulla strada di Palazzo Chigi.

Il nodo principale è quello di trovare 14 miliardi per il risanamento dei conti a cui andranno aggiunti i soldi per finanziare eventuali misure espansive che entreranno nella Legge di bilancio 2018. Da qui i problemi.

Se ad ottobre dovessero scattare le clausole di salvaguardia e l’Iva salirebbe dall’attuale 22 al 25 per cento, nelle casse dello Stato entrerebbero ben 19 miliardi e non si creerebbero problemi. Ma nel DEF si è rinunciato a tutto ciò, come voluto da Matteo Renzi. Cosa fare? Come scrive il quotidiano:

“L’obiettivo che sembra più a portata di mano è far saltare lo 0,2% di aggiustamento nominale una tantum, grazie ai normali margini di tolleranza che le regole europee consentono a Bruxelles”.

Come la prenderebbe l’Unione Europa? Se da una parte il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici potesse dimostrarsi più indulgente, non lo sarebbe invece il vicepresidente Valdis Dombroviskis. Chi al contrario potrebbe tendere una mano all’Italia è il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker disposto ad aiutare Roma ancora una volta anche per scongiurare il rischio di una vittoria populista nel nostro paese nelle prossime elezioni.