Economia

Manovra bis: governo studia tassa su caro estinto e cane di famiglia

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ROMA (WSI) – Continua a tenere banco a Bruxelles la questione dell’Italia a cui l’Ue ha chiesto una manovra aggiuntiva da 3,4 miliardi di euro per correggere i conti per lo 0,2% del Pil. Secondo quanto riporta oggi Il Messaggero, l’Italia avrà più tempo per attuare la manovra bis per cui i vertici comunitari hanno deciso di non affrettare le cose e usare tutti i margini possibili per permettere al governo italiano di decidere tempi e modalità per attuare la manovra da 3,4 miliardi entro aprile.

Mercoledì è il giorno cruciale, quello in cui si attende la pubblicazione del rapporto sul debito pubblico che ha preparato la Commissione Ue. Su tutto pesa l’incognita della procedura di infrazione che Bruxelles può aprire nei confronti del nostro paese per violazione del Patto di Stabilità, il tutto con un aggravio notevole sul fronte dei tassi.

Ma quali misure sta studiando il governo per attuare la manovrina? Sul tavolo non sembra ci sia l’aumento tanto discusso delle accise sulle benzina, come rende noto una fonte governativa. Nel mirino dell’esecutivo invece sembra vi siano le tax expenditures, ossia le agevolazioni fiscali che potrebbero subire tagli selettivi.

Manovra bis: nel mirino del Governo tagli alle detrazioni fiscali

Fari puntati, come riporta Il Giornale, soprattutto a quelle agevolazioni fiscali di cui godono le famiglie italiane, in primis la detrazione Irpef per le spese veterinarie, per le attività sportive praticate dai ragazzi e le spese funerarie. Una lista che era già circolata negli anni passati ma che poi si era conclusa con una nulla di fatto per le proteste dei contribuenti e dei settori interessati.

E anche stavolta il timore che si possa fallire è dietro l’angolo. Stesso timore aleggia quando si paventa l’ipotesi di ridurre le detrazioni fiscali più importanti,  quella da lavoro dipendente e pensione, per familiari a carico e per le spese sanitarie.

Già nelle precedenti leggi di bilancio si era avanzata l’idea di renderle meno vantaggiose ma ora significherebbe un netto autogol per il governo in carica. Cosa farà il governo?