M5S e Lega votano per fondo di aiuti Ue per lasciare l’euro, BTp sotto pressione

1 Giugno 2018, di Daniele Chicca

I rendimenti dei titoli di Stato sono tornati a salire dopo le notizie secondo cui i deputati europei dei due partiti alla guida del nascente governo Conte, Lega e MoVimento 5 Stelle, avrebbero votato in settimana a favore della raccolta di fondi Ue per sostenere economicamente i paesi ad abbandonare l’area euro.

I tassi dei BTp a due anni scambiano di 50 punti base sopra i livelli dell’avvio al momento. Reuters scrive che il voto si è svolto proprio nelle ore in cui M5S e Lega stavano ultimando gli ultimi dettagli per arrivare alla formazione della coalizione di governo atipica e anti sistema.

M5S e Lega hanno tentato di rassicurato il Quirinale (e i mercati) del fatto che nei loro programmi non è presente l’intenzione di lasciare l’Eurozona. Nonostante le intenzioni e volontà espresse da Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il fatto che si siano impuntati sul nome di Paolo Savona all’Economia dopo il veto di Sergio Mattarella – prima di ripensarci – fa presumere che ci tengano a cambiare per lo meno le carte del tavolo dei negoziati con Bruxelles.

Il quotidiano Cyprus Mail riporta a sua volta che tutti e sei gli eurodeputati della Lega e 14 membri del M5S presenti nel parlamento Ue hanno votato mercoledì scorso a favore di un documento in cui si chiede “la creazione di programmi di aiuto finanziario agli Stati membri che hanno in mente di negoziare l’uscita dall’area euro“.

Nel dettaglio nel documento proposto da un gruppo di europarlamentari si chiede un “risarcimento per i danni sociali ed economici provocati dall’appartenenza all’area euro“. Il testo è un emendamento a una risoluzione del Parlamento europeo sul bilancio UE per il periodo 2021-2027 e alimenta i timori di “Italexit”.

La proposta ha incontrato il voto favorevole di 90 deputati ma è stata respinta dalla maggioranza dei 750 euro parlamentari. La notizia non dovrebbe rappresentare una grossa sorpresa, dal momento che il programma del contratto di governo (vedi proposta dei mini-Bot) è decisamente anti establishment e vi è la presenza di più di un elemento che ha mostrato un certo euroscetticismo in passato (tra cui gli esponenti leghisti e il professore ed ex banchiere 81 enne Savona).