L’idea economicamente pericolosa della Fed

10 Luglio 2017, di Daniele Chicca

Uno degli esponenti più influenti del board di politica monetaria della Fed ha un’idea pericolosa e per certi versi folle dal punto di vista economico: quella di alzare i tassi di interesse in modo da poter mantenere una quantità di munizioni sufficienti in futuro per poter combattere eventuali crisi.

Il problema del concetto espresso da William Dudley, presidente della Fed di New York ed ex partner di Goldman Sachs, è che non è sensata se l’economia non è pronta. Solo se si è sicuri che la ripresa sia robusta allora lo è. Altrimenti, secondo Pedro Nicolaci da Costa di Business Insider equivarrebbe a provocare un rallentamento economico con le stesse ricette con cui si tenta di curare i mali del sistema.

In settimana Dudley ha sostenuto che la Fed è costretta a continuare ad alzare i tassi, altrimenti il tasso di disoccupazione crollerebbe su livelli insostenibili e questo alimenterebbe improvvisamente l’inflazione.

“Se non azzerassimo il piano di accomodamento monetario, il rischio sarebbe quello che l’economia potrebbe avere un tasso di disoccupazione molto, molto basso e questo genererebbe inflazione“. A quel punto il rischio sarebbe quello di provocare una recessione.

Dudley, che ha un passato come chief economist di Goldman Sachs, dovrebbe sapere, tuttavia – dice Da Costa – che l’idea di imporre una stretta monetaria prima del tempo, per avere a disposizione i mezzi sufficienti per intervenire in un secondo momento, in caso di necessità. non ha senso.

Il presidente della Fed di New York ha diritto di voto permanente in seno al braccio di politica monetaria della Fed, al contrario degli altri presidenti statali che si ruotano tra loro, e detiene inoltre la posizione di vice presidente del FOMC, un gradino sotto la governatrice Janet Yellen.