Riforma fiscale e licenziamenti: settimana rovente per il governo

28 Giugno 2021, di Mariangela Tessa

Settimana rovente, quella in partenza oggi, per il governo italiano: I fari sono accessi su licenziamenti e riforma fiscale. Sul primo fronte, la data da tenere d’occhio è mercoledì 30 giugno, giorno in cui scade il blocco per le grandi imprese ma il governo è al lavoro in questi giorni per introdurre un criterio di selettività per restringere lo stop solo per alcune imprese, mentre dai sindacati anche nell’ultima manifestazione unitaria, lo scorso sabato 26 giugno, è arrivata la richiesta di una proroga indifferenziata per tutte le aziende.

“Oggi chiediamo la proroga del blocco”, ha detto il leader della Cgil Maurizio Landini rivolgendosi, con al fianco un lavoratore della ex Embraco, al premier, al governo alle forze politiche, a Confindustria, a Confapi e a tutte le associazioni. “Il messaggio che dobbiamo mandare è che i problemi e le riorganizzazione necessarie non si devono affrontare con i licenziamenti”. “Se si vogliono evitare i licenziamenti lo strumento c’è, è una questione di volontà politica”, ha aggiunto lanciando poi una sfida: “Governo e imprese nei prossimi mesi si prendano la responsabilità, dove ci sono problemi, di usare la cassa integrazione ordinaria e i contratti di solidarietà”.”La questione – ha osservato ancora Landini – non è se i problemi saranno tanti o pochi, il problema è che le riorganizzazioni necessarie nelle aziende non si devono affrontare con i licenziamenti. Abbiamo bisogno di politiche industriali e ammortizzatori sociali degni di questo nome”.

Licenziamenti e riforma fiscale, cosa si rischia dopo il 30 giugno

Premesso che il governo può ancora intervenire prima del 30 giugno, senza nuove disposizioni di legge, dal primo luglio si applicherebbe il regime previsto dal dl Sostegni bis. Questo significa che le aziende con accesso alla cassa integrazione ordinaria avranno la possibilità di disporre licenziamenti  sia collettivi sia  individuali per motivi economici.  I lavoratori licenziati potranno accedere alla Naspi (indennità di disoccupazione) per un massimo di 24 mesi.

A questo proposito, l’Ufficio parlamentare di bilancio stima che i lavoratori che potrebbero perdere l’impiego siano nell’ordine di 70 mila, concentrati quasi esclusivamente nell’industria, non nelle costruzioni, dove l’attività è in aumento.

Attese conclusioni su riduzione Irpef

Tra i temi caldi della settimana c’è la riforma fiscale. Sempre mercoledì 30 giugno sono attese le conclusioni sulla riforma del sistema fiscale.

Da una prima bozza circolata nei giorni scorsi è emersa un’intesa di massima tra i partiti sulla riduzione dell’Irpef per i redditi fino a 55 mila euro. Tuttavia le forze politiche restano distanti su temi come patrimoniale e flat tax.