Letta: “Renzi racconta un Paese che non c’è. E’ metadone”

22 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Renzi racconta un Paese che non c’è? E’ una fase in cui la percezione delle cose vale più del reale, aiuta a star meglio?” A porsi queste domande è l’ex premier Enrico Letta, parlando ai microfoni di Mix24 di Giovanni Minoli, su Radio 24.

“Io cerco di dare un contributo perché non sia un tempo in cui la percezione conta più della realtà. Non aiuta a stare meglio: è metadone.”

E ancora: “Come presidente non eletto mi sono sentito a disagio. Il mio governo è nato perché non c’erano alternative alle larghe intese in cui bisognava trovare una persona che riuscisse a tenere insieme tutti, se no la legislatura non partiva. Bisogna ricordarsi le condizioni.”

Sull’Italicum: “Se sarò in Parlamento voterò l’Italicum oppure no? Bisogna vedere come sarà l’Italicum. Lo vedremo. Penso che una legge elettorale approvata a maggioranza stretta in Italia ce n’è stata solo una, è stata il Porcellum, è stato un disastro. Le altre, il Mattarellum e quelle della prima repubblica, sono state approvate a maggioranze larghe perché, come ha detto Renzi stesso, le regole del gioco si fanno tutte insieme. C’è bisogno di una maggioranza larga”.

“Penso che non si voterà in autunno. Questa legislatura andrà alla sua scadenza naturale perché le riforme costituzionali che sono state messe in campo hanno dei tempi di approvazione tale che si arriverà alla scadenza naturale, se si votasse solo l’Italicum e poi si andasse a votare sarebbe una sconfitta di tutti.”

Riguardo al Jobs Act, “è stato un passo avanti però non sufficiente, c’è bisogno sul lavoro di fare molte altre cose perché oggi il vero problema è la disoccupazione e c’è bisogno di tutelare i lavoratori che hanno perso il lavoro”.
“Le tutele crescenti non ci sono ancora a sufficienza. Bisogna aggiungere tutele”.