Le Pen: “Su deportazioni ebrei mi possono crocifiggere, non cambio idea”

14 Aprile 2017, di Alberto Battaglia

Marine Le Pen non abbassa i toni dopo aver dichiarato che la Francia non sarebbe responsabile, a suo dire, delle deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento avvenute nel Paese: “La gente mi può crocifiggere, io non cambierò idea, difenderò sempre la Francia”, ha detto la leader del Front National in un’intervista rilasciata alla radio France Info. Le Pen ha precisato di essere “estremamente sensibile” al tema della della strage degli ebrei, il punto sottolineato è però che a rendersi protagonista di tale crimine è stata la Repubblica di Vichy, lo stato fantoccio nato dopo l’invasione della Francia da parte di Adolf Hitler. Il problema per Le Pen è “giuridico”: “I considero Vichy come la Francia. I francesi possono commettere crimini, senza che sia la Francia a essere criminale”. Un po’ come se l’Italia disconoscesse le responsabilità storiche del suo passato fascista.

Il consenso del Front National nelle ultime settimane è calato e ormai ha perduto la testa nei sondaggi, ora guidati da Emmanuel Macron col 23,5%, mentre Le Pen è dietro al 22,5%. Il primo turno di votazioni si terrà il prossimo 23 aprile.  Nel corso dell’intervista la leader nazionalista ha preso ulteriormente le distanze dal presidente americano, Donald Trump, la cui politica estera ha cambiato fortemente direzione dopo l’attacco missilistico sulla base aerea siriana dalla quale sarebbe partito il sospettato attacco chimico di Bashar al-Assad.

 

“Innegabilmente è in contraddizione con gli impegni che ha preso… aveva detto non sarebbe stato il poliziotto del mondo, che se fosse diventato presidente degli Stati Uniti non sarebbe stato il poliziotto del mondo, ma sembra che oggi abbia cambiato idea”. Le Pen, sulla questione, mantiene piuttosto la vicinanza con la Russia, ritenuta un partner con cui sarebbe opportuno rafforzare i rapporti.