La dura verità sull’economia globale

14 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

Questo articolo segue quello analogo che ha l’obiettivo di rivelare la verità sull’economia italiana, presentando tutti i dati che non si possono non sapere e che spesso i grandi media fanno finta che non esistano.

NEW YORK (WSI) – Mentre dall’Italia arrivano notizie poco entusiasmanti sul fronte macro, a conferma di una ripresa inesistente, gli analisti si interrogano sul futuro dell’economia globale.

Il Pil italiano ha chiuso il quarto trimestro in timido rialzo (+0,1%), in linea con le stime. Nel 2013 ha subìto però un calo dell’1,9%. Anche se vengono confrontati con l’ultimo periodo dell’anno scorso, i dati sono ben poco confortanti. In questo frangente la terza economia dell’area euro ha subìto un calo dello 0,8%. Queste ultime due percentuali risultano peggiori delle attese e indicano che il Paese è ancora in grande difficoltà.

Inoltre ci sono almeno 20 ragioni per essere preoccupati sullo stato di salute dell’economai globale. Li ha messi in fila Michael Snyder del blog Economic Collapse.

1) Il tasso di disoccupazione in Grecia ha toccato ieri i massimi di sempre del 28%, smentendo quanto dichiarato dalle autorità circa una stabilizzazione del mercato del lavoro.

2) L’Eurozona ha compromesso le carriere di un’intera generazione di giovani nel Sud d’Europa. Il tasso dei senza lavoro dei più giovani ha raggiunto il picco di 64,1%.

3) La percentuale di prestiti inesigibili è ai massimi di sempre in Italia.

4) La produzione industriale italiana è calata ancora in dicembre e il governo è a rischio instabilità, con una maggioranza parlamentare traballante.

5) Il numero di persone in cerca di un lavoro in Francia è salito per gli ultimi 30 mesi su 32 ed è a nuovi livelli record.

6) Il numero di fallimenti societari nello stesso paese è stato più alto nel 2013 rispetto agli anni più difficili della crisi.

7) I prezzi immobiliari in Spagna sono visti in calo di un altro 10-15%.

8) Le turbolenze economiche e politiche in Turchia sono ormai fuori controllo.

9) Il tasso di inflazione in Argentina è superiore al 40% e il peso sta collassando.

10) Il caos economico in Venezuela continua a peggiorare, mentre si registrano morti e atti di banditismo nelle strade durante gli scontri tra anti e filo governativi. Il presidente Maduro ha promesso di espropriare le imprese private che non rispetteranno le norme da lui imposte sul controllo dei prezzi.

11) La Cina ha avviato una fase di deleveraging.

12) Un’altra azienda (del carbone) ha fatto crac, sotto il peso di una montagna di debiti. È solo l’ultimo segnale dello stress finanziario che attraversa il settore bancario collaterale (shadow banking) cinese.

13) La Borsa giapponese ha perso il 14% da inizio anno.

14) L’Ucraina ha problemi finanziari sempre più gravi.

15) In Australia il tasso di disoccupazione è al massimo di 10 anni.

16) La Banca centrale indiana è in panic mode. Non ha idea di come e quanto il tapering della Fed influenzerà il sistema finanziario del paese.

17) Anche la Thailandia sentirà gli effetti della riduzione della portata delle manovre monetarie ultra accomodanti della banca centrale Usa.

18) Uno degli economisti più rinomati in Ghana ha detto che l’economia andrà ko entro giugno se non ci verranno prese misure drastiche.

19) Un altro giovane banchiere è morto in circostanze misteriose. Sono già cinque i casi di morti sospette in sole due settimane.

20) Il comporatamento del mercato azionario americano continua a rispecchiare il comportamento delle Borse nel 1929. L’anno della Grande Depressione.