La crisi che verrà

25 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Mentre le Borse festeggiano nuovi record tutti i giorni, sostenute esclusivamente dal continuo pompaggio di banconote da parte della FED, qualcosa di grosso e temo di drammatico si prepara all’orizzonte.

Credo entro i prossimi 12 mesi (se non prima) assisteremo nuovamente al crollo dei mercati borsistici; ma stavolta non sarà come nel 2007-2009, ma molto peggio.

Il nocciolo della questione è che con 17.000 miliardi di dollari di debito, il governo degli Stati Uniti non potrà continuare a sostenersi senza fare nulla per molto altro tempo; verrà il momento in cui la FED dovrà chiudere i rubinetti e si dovranno implementare misure drastiche. Ma quando dico drastiche intendo qualcosa che tutto quello che abbiamo visto fino ad oggi in Europa sarà guardato come una passeggiata primaverile nel parco, in una giornata di sole.

Cosa possono realisticamente aspettarsi i cittadini americani? La sospensione delle attività statali? Film già visto.

I Servizi di intelligence che spiano i tanto i cittadini americani quanto gli alleati? Film già visto. Lo scoppio di una mega bolla speculativa? Questo è il prossimo film.

Dopo ridete pure e datemi del ciarlatano; con me potete farlo, ma attenzione:
Marc Faber, sulle cui competenze economico e finanziarie non c’è da discutere, ha affermato recentemente di vedere “alte probabilità di un incidente di mercato di alto livello”…

Nouriel Roubini ha affermato che “bisogna prepararsi perché sta arrivando una tempesta perfetta”. Bill Gross di Pimco ha dichiarato che “ci stiamo avviando verso una supernova del credito”. Bob Janjuah di Nomura ritiene che “i mercati sperimenteranno ancora un po’ nuovi massimi prima di crollare fino al 50%”.

Un direttore della holding Berkshire Hathaway (una delle più grandi del mondo) ha dichiarato che “i mercati azionari sono già in parte in bolla”. Jim Cramer ex hedge-fund manager, alla CNBC ha esortato gli investitori ad abbandonare il dollaro “immediatamente, perché gli Stati Uniti sono uno zimbello”.

Peter Schiff dice: “Abbiamo davanti a noi una crisi del dollaro e un crollo del mercato obbligazionario”. Hank Paulson ex segretario al Tesoro dice “un’altra crisi finanziaria è una certezza”.

Quando succede, avverrà velocemente e la maggior parte delle persone saranno prese completamente alla sprovvista ed impreparate.

Se questo è il clima che si respira oltre oceano, in Europa eccezion fatta per la Germania e pochi altri , le cose non vanno certamente meglio. E se in Spagna, in Portogallo, ma anche in Francia c’è poco da ridere da noi in Italia, le cose vanno decisamente male anche se gli indici borsistici seguono in coro gli altri. Intanto io credo che bisogna cominciare a chiedersi quanta “Democrazia” rimane ancora in questo paese?

E non lo dico per fare una battuta ma perchè sono profondamente convinto di ciò che dico.

Abbiamo un governicchio già scadente di suo, con un banchiere a fare il ministro che su una spesa pubblica di oltre 800 miliardi che è più del 50% del Pil, va in televisione a dire senza alcuna vergogna che non sa dove far saltar fuori un miliardo per evitare la seconda rata dell’IMU. Se se ne torna a casa forse ci fa più bella figura. Ma sorvoliamo sul merito delle singole questioni altrimenti facciamo notte, e chiediamoci concretamente anche se avessimo i migliori ministri del mondo che potere ha il governo italiano per raddrizzare le sorti del paese? Risposta NESSUNO!

Siamo un paese governato da un governo che non può fare nulla di quello che possono fare gli altri paesi quando le cose vanno male.

Avendo ceduto la sovranità monetaria per entrare nel carrozzone dell’Euro non possiamo svalutare la nostra moneta. Non possiamo poi decidere né di alzare, né di abbassare i tassi, perchè c’è la BCE a farlo per tutti. Non possiamo fare operazioni di Quantitative Easing come ha fatto e sta facendo la FED, perchè se la BCE si azzarda anche solo a parlare dell’argomento scatta la Germania. Non possiamo abbassare le tasse e nemmeno annunciare di NON volerle alzare perchè abbiamo firmato il Fiscal Compact ed interviene subito l’Europa. Infine non possiamo nemmeno aumentarle troppo perché oltre ad essere già le più alte del mondo, come ha dimostrato la “Cura Monti”, più aumenti le tasse più deprimi i consumi ed incenerisci l’economia.

Nella speranza di farmi capire anche da quelle persone ottuse che bollano come “eretico” chiunque, in qualunque programma radiofonico e televisivo osi anche solo sfiorare l’argomento dell’euro, (c’è una cappa mafiosa attorno all’argomento uscita dall’euro che fa ribrezzo) vorrei passare ora ad un raffronto oggettivo tra l’Italia e l’Inghilterra che come ben sappiamo pur potendo entrare nell’euro al primo turno, scelse di restarne fuori, dimostrando di conoscere i fondamentali dell’economia molto meglio dei “mortadella” e dei “Ghè pensi mì” che alternavamo noi al governo del paese in quegli anni.
Ora nel 2008 quando è partita la crisi, Inghilterra ed Italia avevano un livello di disoccupazione quasi identico.

Fallisce Lehman Brothers, e parte la crisi che in prima battuta viene catalogata da tutti come “CRISI FINANZIARIA” e nel mezzo di una crisi finanziaria, essendo la Finanza la prima “industria” inglese, chi ci dovrebbe rimettere di più in teoria tra due paesi come Italia ed Inghilterra dovrebbe essere sicuramente la seconda. Solo che noi essendo entrati nell’euro e non potendo fare assolutamente nulla delle cose elencate sopra, stiamo fermi a guardare chi passa, mentre gli inglesi avendo ancora la loro sovranità monetaria, riescono ad assorbire lo choc e a scaricare tutte le tensioni dei mercati sul cambio della loro moneta: la sterlina perde rapidamente il 30% di valore rispetto all’euro. Dopo, nel 2011 arriva la seconda crisi (ricordate Tremonti quando diceva “è come in un video game; appena fai fuori un mostro ne esce subito un altro più grosso”) e arriva la crisi dei debiti sovrani. Noi andiamo a picco sbriciolandoci come una statua di sale mentre gli inglesi, nel frattempo hanno già intrapreso un percorso di ripresa e di recupero.

Oggi alla fine del 2013, mentre la disoccupazione in Italia sfiora il 13%, in Inghilterra si viaggia al 7,4% e la disoccupazione giovanile che là viaggia intorno al 20%, da noi supera il 40%!!!

Ora a prescindere da tutti gli errori che possono essere stati commessi in passato, ma come ne abbiamo fatti noi qualcosa di sbagliato avranno combinato pure loro, il nocciolo della questione è che loro hanno potuto contare su un ammortizzatore, un cuscino che a noi è completamente mancato, grazie al privilegio di essere dentro l’Euro. Inoltre dobbiamo fare i compiti a casa dettati da personaggi che non sono quasi mai italiani, che nessuno di noi ha eletto, né ci è stata data la possibilità di farlo, e quando non si tratta di euro-burocrati, sono entità indipendenti e private come la BCE.

Con una moneta troppo forte le aziende italiane continueranno a chiudere, perché è una balla colossale che sono penalizzate solo le aziende che fanno molto export. Con le retribuzioni e le pensioni ferme al palo da una decina di anni la capacità di spesa si è ridotta di molto e quel po’ che puoi acquistare, se è prodotto in Italia, costerà sempre troppo , e di fatto noi oggi, compriamo e consumiamo sempre di più beni provenienti dall’estero perchè i nostri prodotti sono sempre meno convenienti; se i nostri prodotti diventano sempre meno convenienti è ovvio che le aziende italiane o scappano all’estero o chiudono definitivamente (lo capisce anche un bambino);
ma se le aziende chiudono non si capisce perché mai quel 40% di giovani disoccupati dovrebbe smettere di crescere e questi giovani dovrebbero trovare un lavoro… è del tutto evidente che non lo troveranno mai…

Pensare che una marea di aziende continui a chiudere ogni giorno e che l’economia del paese possa andare meglio… che possano apparire luci in fondo al tunnel o parlare di ripresine di fine anno è a dir poco demenziale!! Se ve lo dice uno uscito da scuola prima degli anni ’80 è sicuramente un massone associato a qualche organizzazione nell’orbita del Bilderberg o giù di lì che perseguono lo scopo che si sta raggiungendo ora da circa un secolo; se ve lo dice uno uscito da scuola dopo gli anni ’80 è un deficiente su cui la “cura” ha funzionato! E’ noto infatti e sotto gli occhi di chiunque voglia vedere, che nonostante i grandi progressi della tecnologia, i giovani oggi lasciano la scuola più stupidi e imbecilli che mai!

Ma guarda caso, sono i personaggi che vanno bene e vogliono i poteri forti; ad uno stupido puoi dar da bere ciò che vuoi!… metti la nave in mano a un imbecille e troverà certamente un modo per auto affondarsi!…
Dopo la cura Monti che aveva paralizzato completamente l’economia col terrore di tasse anche sull’ombra che produci mentre cammini sotto al sole, nell’economia reale non sta riprendendo assolutamente nulla!

Stiamo semplicemente ritornando sul quel piano inclinato di declino irreversibile in cui il paese si è infilato all’inizio degli anni ’90 e di cui io scrivevo già nel 2004 con articoli al vetriolo come lo storico “Gli orchestrali del Titanic”, perchè se dopo 10-12 anni che scivoli ogni anno sempre più in basso seppure di poco, non sei ancora riuscito ad arrestare la caduta, significa che sei su una strada di non ritorno. Figuriamoci ora che di anni de sono passati più di venti!

E’ quindi del tutto evidente che in questa maniera e con le ricette della Merkel, noi non possiamo uscire dalla situazione di agonia in cui versa il paese ed alla fine dovremo uscirne per forza con cure drastiche e traumatiche, perchè o ce ne andiamo tutti con un flusso di emigrazione di massa da far impallidire la biblica fuga dall’Egitto di Mosè, (che non sarebbe il massimo anche perchè partono sopratutti i giovani e se i giovani se ne vanno hai buttato alle ortiche il futuro del paese) oppure alla fine il problema di uscire dall’Euro si porrà per forza in tutta la sua evidenza ed in tutta la sua drammaticità , per cui invece di aspettare il momento in cui il danno per gli italiani sarà massimo, sarebbe meglio cominciare a parlarne per tempo e soprattutto cominciare a predisporre un piano d’emergenza per quando la crisi si riacutizzerà, perchè anche se dopo la rottura dei massimi il buon Frigieri si è messo al rialzo nel pieno rispetto dei dettami dell’analisi tecnica, state certi che questo rialzo finirà ed il ribasso che seguirà dopo sarà decisamente fuori dall’ordinario.

Purtroppo quando si firmò il trattato di Maastricht si accettò di indossare uno zaino molto pesante, che se il “teutonico tetesco” di 120Kg con le spalle più larghe di una porta, riesce a portare con disinvoltura, il gracile italiano medio di 70 kg e 1,70 di altezza, riesce a malapena a caricarselo sulle spalle…, ma ai politici dell’epoca che firmarono il trattato, non venne in mente questa palese inferiorità fisica, tra i partecipanti, perché furono intortati con il “principio dell’equità” spiegando loro che lo zaino di 40 Kg era sì un pò pesante ma era assolutamente “uguale per tutti i paesi membri”…. Alla faccia…

I risultati di queste decisioni prese sopra le nostre teste senza nessuna possibilità di esprimersi attraverso un referendum, sono sotto agli occhi di tutti; il prezzo che pagheremo noi e le generazioni a venire sarà salatissimo, ma il signor Letta (membro della Trilaterl Commission che passa i pizzini di carta al signor Monti (ex presidente del Club Bilderberg nonchè della Trilateral Commission Europe, e il signor Alfano recentemente invitato alle sedute dell’Aspen Institute dove si trova il “Letta zio” insieme a Giuliano Amato, Giulio Tremonti , di nuovo Mario Monti ed una lista di personaggi eccellenti che trovate su internet…. bene questi signori ancora oggi continuano a dirvi , con la benedizione dei media e di tutta la stampa italiana china, prona e pronta a reggere il gioco, che…. “serve più Europa!”

Ad majora

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Traders’ Magazine – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Copyright © Traders’ Magazine. All rights reserved