La Catalogna avanza a grandi passi verso l’indipendenza

11 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – La Catalogna avanza a grandi passi verso la sua indipendenza. All’ultimo momento utile, la regione indipendentista spagnola si è scelta un nuovo presidente. È il preludio all’uscita della regione dalla Spagna e dall’Europa. Bruxelles ora trema: la vittoria politica al termine di una lunga battaglia intestina in seno al partito indipendentista catalano potrebbe alimentare nuove spinte secessioniste nel continente.

Entro il 2017 – anno del referendum per l’uscita dal Regno Unito dall’Unione Europea (Brexit) – le autorità del continente, già alle prese euro scetticismo montante e una crisi economica mai veramente conclusa – potrebbero dover sedare un’ondata di lotte indipendentiste.

Due ore dopo aver cooptato Carles Puigdemont, 53enne ex giornalista e linguista, sarebbe infatti scaduto il tempo e cancellata la possibilità dei parlamentari catalani di eleggere l’uomo che porterà la Catalogna alla secessione dalla Spagna.

Toccherà a Puigdemont, eletto con 70 voti favorevoli e 63 contrari, guidare il nuovo esecutivo. I parlamentari avevano tempo solo fino a domenica mattina per designare il leader di governo e scongiurare la quarta elezione in poco più di cinque anni nella regione. Hanno scelto un uomo che ha dichiarato di recente che è giunto il momento di “cacciare gli invasori spagnoli”.

La vigilia della deadline le due liste indipendentiste catalane, Junts pel si (Insieme per il si) e la Candidatura d’unità populare (CUP), sono alla fine riuscite ad accordarsi sul candidato da eleggere.

Il presidente independentista catalano uscente Artur Mas, la cui candidatura era ostacolata dalla strenua opposizione dei dieci deputati del CUP, si è visto così costretto a rinunciare a un secondo mandato. I militanti più combattivi del partito non hanno perdonato a Mas le politiche d’austerità degli ultimi quattro anni e la corruzione interna alla sua forza politica. La sinistra radicale lo riteneva in poche parole troppo vicino a Bruxelles.

“È ora di cacciare invasori spagnoli da Catalogna”

Alex Taylor, esperto internazionale, ha sottolineato alla radio francese Europe 1 che “questa volta potrebbe essere la buona” per l’indipendenza della regione separatista. Il problema principale per una Catalogna – regione già a regime speciale – sarà quello di reggere economicamente fuori dalla Spagna e fuori dall’Eurozona.

Il partito ha promesso l’indipendenza totale unilaterale della Catalogna entro 19 mesi. Significa che Barcellona avrà il proprio fisco e sistema di assistenza sociale, la propria banca centrale, sistema di giustizia e persino esercito.

È una brutta botta per il premier Mariano Rajoy, che prima di Natale ha perso la maggioranza, e che ora potrebbe vedersi obbligato, malgrado tutto, di trovare un accordo per una grande coalizione con i socialisti, la sola opzione percorribile per evitare la fine della nazione spagnola come la conosciamo ora.