La Bce rialza i tassi di 75 punti base

8 Settembre 2022, di Alessandra Caparello

Come da attese, la Bce ha deciso oggi di innalzare di 75 punti base i tre tassi di interesse di riferimento. Così l’istituto di Francoforte ha appena reso noto la decisione di politica monetaria, che “anticipa la transizione dal livello attualmente molto accomodante dei tassi di interesse di riferimento a livelli che assicureranno un ritorno tempestivo dell’inflazione al nostro obiettivo del 2%”, si legge nella nota della Bce.  Che precisa:

“In base alla sua attuale valutazione, il Consiglio direttivo si attende di aumentare ulteriormente i tassi di interesse nelle prossime riunioni per frenare la domanda e mettere al riparo dal rischio di un persistente incremento dell’inflazione attesa. Il Consiglio direttivo riesaminerà regolarmente la traiettoria della politica monetaria alla luce delle informazioni più recenti e dell’evolvere delle prospettive di inflazione. Anche in futuro, le decisioni sui tassi di riferimento saranno guidate dai dati e rifletteranno un approccio in base al quale vengono definite di volta in volta a ogni riunione“.

Questo non sarà quindi l’ultimo rialzo dei tassi. Il Consiglio direttivo ha assunto oggi questa decisione e si attende di aumentare ulteriormente i tassi di interesse perché l’inflazione seguita a essere di gran lunga troppo elevata ed è probabile che si mantenga su un livello superiore all’obiettivo per un prolungato periodo di tempo.

Per quanto riguarda l’inflazione secondo la stima rapida di Eurostat ha raggiunto il 9,1% nell’eurozona ad agosto. I rincari dei beni energetici e alimentari, le pressioni della domanda in alcuni settori dovute alla riapertura delle attività economiche e le strozzature dell’offerta costituiscono ancora i fattori responsabili dell’incremento dell’inflazione. Le spinte sui prezzi hanno continuato a rafforzarsi e diffondersi in tutta l’economia e l’inflazione potrebbe aumentare ulteriormente nel breve periodo. Con il graduale venir meno delle attuali determinanti dell’inflazione e con il trasmettersi della normalizzazione della politica monetaria all’economia e al processo di formazione dei prezzi, l’inflazione si ridurrà. In prospettiva, gli esperti della Bce hanno rivisto significativamente al rialzo le proiezioni sull’inflazione, che quindi si porterebbe in media all’8,1% nel 2022, al 5,5% nel 2023 e al 2,3% nel 2024.

Dopo il recupero della prima metà del 2022 i dati recenti, la Bce prevede per l’area dell’euro un considerevole rallentamento dell’economia, che dovrebbe ristagnare nel prosieguo dell’anno e nel primo trimestre del 2023. I prezzi molto elevati dell’energia riducono il potere di acquisto dei redditi delle famiglie e, sebbene si stiano attenuando, le strozzature dal lato dell’offerta continuano a frenare l’attività economica. Inoltre la situazione geopolitica avversa, soprattutto la guerra in Ucraina, si ripercuote sulla fiducia delle imprese e dei consumatori. Tali prospettive si riflettono quindi nelle ultime proiezioni formulate dagli esperti per la crescita economica, che hanno registrato una marcata revisione al ribasso per la parte restante di quest’anno e per tutto il 2023, collocandosi al 3,1% nel 2022, allo 0,9% nel 2023 e all’1,9% nel 2024. Andiamo nei dettagli della decisione della Bce.

I tassi di interesse di riferimento della Bce

Innanzitutto, il Consiglio direttivo ha deciso di innalzare di 75 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della Bce. Pertanto, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente all’1,25%, all’1,50% e allo 0,75%, con effetto dal 14 settembre 2022.

A seguito dell’aumento al di sopra dello zero del tasso sui depositi presso la banca centrale, il sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve in eccesso non è più necessario. Di conseguenza, il Consiglio direttivo ha deciso di sospendere tale sistema, fissando il moltiplicatore a zero.

Il Paa e il Pepp

Il Consiglio direttivo inoltre rende noto che intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del Paa (Programma di acquisto per l’emergenza pandemica) per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui ha iniziato a innalzare i tassi di interesse di riferimento della Bce e, in ogni caso, finché sarà necessario per mantenere condizioni di abbondante liquidità e un orientamento adeguato di politica monetaria.

Per quanto riguarda il Pepp (Programma di acquisto per l’emergenza pandemica), il Consiglio direttivo intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma almeno sino alla fine del 2024. In ogni caso, la futura riduzione del portafoglio del Pepp sarà gestita con l’adeguato orientamento di politica monetaria, in modo da evitare interferenze.

Le operazioni di rifinanziamento

Il Consiglio direttivo continuerà a seguire le condizioni di finanziamento delle banche e ad assicurare che la scadenza delle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT-III) della terza serie non ostacoli l’ordinata trasmissione della politica monetaria. Inoltre, esso riesaminerà regolarmente come le operazioni mirate di rifinanziamento contribuiscono all’intonazione della politica monetaria.

L’impatto sui mutui

“Pessima notizia per chi ha un mutuo a tasso variabile. Considerando l’importo e la durata media di un mutuo, si tratta di un aumento della rata pari a 52 euro al mese. Una stangata annua pari a 624 euro”, ha affermato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Che ha concluso:

“E’ ovvio che la Bce con un’inflazione galoppante come questa non aveva molte alternative, ma il rischio, essendo le cause principali di questa fase inflattiva dipendenti dall’offerta e dai prezzi impazziti del gas, un’inflazione quindi importata, è che alla fine gli effetti negativi sul piano della crescita, degli investimenti e dei maggiori oneri sul debito pubblico superino quelli positivi. Insomma, il carovita va affrontato soprattutto con le politiche fiscali e un accordo europeo per cambiare le regole del mercato energetico, più che con la politica monetaria della Bce. Ma fino a che l’Ue non ottiene risultati…”.

Il nostro speciale Bce

Oggi a partire dalle 14.00 trasmetteremo in diretta il nostro “Speciale Bce”: un approfondimento dedicato all’atteso appuntamento con la riunione della Bce, che vedrà dissipati i dubbi sul sentiero di rialzo dei tassi intrapreso da Francoforte. Segui live l’attesa e la conferenza stampa con traduzione simultanea di Christine Lagarde. Conduce Aleksandra Georgieva. Parteciperanno alla diretta gli ospiti Piergiacomo Braganti, Angelo Drusiani, Saverio Berlinzani.