Inflazione in Italia all’8,4%, nuovo record dal 1985. Sopra il 9% nell’Eurozona

31 Agosto 2022, di Mariangela Tessa

Non si arresta la corsa dell‘inflazione in Italia, che aggiorna un nuovo massimo dagli Anni Ottanta. Ad agosto, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,8% su base mensile e dell’8,4% su base annua (da +7,9% del mese precedente).

Un livello, quello annuale “che non si registrava da dicembre 1985 (quando fu pari a +8,8%)”. Lo stima l’Istat, secondo cui l’accelerazione su base tendenziale “si deve prevalentemente da una parte ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +42,9% di luglio a +44,9%) e in particolare degli energetici non regolamentati (da +39,8% a +41,6%; i prezzi dei beni energetici regolamentati continuano a registrare una crescita molto elevata ma stabile a +47,9%), e dall’altra a quelli dei beni alimentari lavorati (da +9,5% a +10,5%) e dei beni durevoli (da +3,3% a +3,9%).

L”inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +4,1% a +4,4% e quella al netto dei soli beni energetici da +4,7% a +4,9%. Per l’intero 2022, l’inflazione acquisita è pari a +7% per l’indice generale e a +3,5% per la componente di fondo. Come spiegano dall’Istituto di Statistica:

“Sono l’energia elettrica e il gas mercato libero che producono l’accelerazione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (in parte mitigata dal rallentamento di quelli dei carburanti) e che, insieme con gli alimentari lavorati e i beni durevoli, spingono l’inflazione a un livello (+8,4%) che non si registrava da dicembre 1985 (quando fu pari a +8,8%). Accelerano, così, l’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (+4,4%; non era così da maggio 1996 quando fu +4,7%), al netto dei soli beni energetici (+4,9%; non era così da aprile 1996) e la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” (+9,7%; un aumento che non si osservava da giugno 1984)”.

Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +11,1% a +11,8%) mentre è sostanzialmente stabile la crescita di quelli dei servizi (da +3,6% a +3,7%); si amplia, quindi, il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -7,5 di luglio a -8,1 punti percentuali). In accelerazione anche i beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +9,1% a +9,7%), mentre rallentano quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +8,7% a +7,8%).

Nella zona euro sfonda il 9%

La corsa dei prezzi non si arresta neppure nella zona euro, dove ad agosto l’inflazione ha registrato un aumento del 9,1% tendenziale, in accelerazione rispetto all’8,9% di luglio. Lo stima Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea secondo cui, su base mensile, i prezzi al consumo sono saliti dello 0,5%.

Secondo Eurostat il comparto dell’energia è quello che ha registrato il rialzo più sensibile ad agosto (+38,3%, rispetto al +39,6% di luglio), seguito da cibo, alcol e tabacco (+10,6%, rispetto al +9,8% di luglio), beni industriali non energetici (+5%, rispetto al +4,5% a luglio) e servizi (+3,8%, contro il +3,7% di luglio).