La Bce e l’altolà a candidati Eliseo: “niente tesoretti o margini di manovra”

9 Dicembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Candidati all’Eliseo freddati dalla Bce. Chiaro e netto è l’avvertimento che è stato lanciato oggi da Bénoit Coeuré, membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea. Oltre ad affrontare la questione dei cambiamenti apportati al programma di Quantitative easing annunciati ieri da Draghi, Coeuré si è focalizzato anche sulle elezioni in Francia del 2017.

Stando a quanto riportato dalla France Press Coeuré, intervistato da Europe 1, ha detto chiaramente che in “Francia non esistono margini di manovra sul bilancio”.

“I candidati, quali che siano, pensano che al loro arrivo troveranno tesoretti o margini di manovra. Tali margini di manovra non esistono, a fronte del rischio, che invece esiste, che aumentino i rendimenti” sui bond sovrani francesi“.

Il monito di Coeuré è insolito, molto probabilmente segnale dei timori su un’escalation del populismo che potrebbero portare i vari partiti a promettere di tutto e di più durante la campagna elettorale in vista delle elezioni. Facendo fuggire gli investitori e alimentando un eventuale attacco speculativo contro la Francia.

Proprio oggi, tra l’altro, la Banca di Francia ha tagliato le stime di crescita del PIL di 0,1 punti percentuali per il 2016 e di 0,2 punti percentuali per il 2017 e per il 2018.

L’istituto stima ora un’espansione dell’economia francese al ritmo +1,3% per quest’anno e per l’anno prossimo, e una lieve accelerazione al tasso dell’1,4% per il 2018. Riguardo al deficit, si prevede un calo dal 3,3% di quest’anno al 3,1% nel 2017. A tal proposito, tuttavia, il governatore della banca Francois Villeroy  ha detto chiaramente che la riduzione del deficit sta procedendo troppo lentamente rispetto a quella dei paesi europei vicini; e ha aggiunto che sarebbero necessari ulteriori risparmi per 4 miliardi di euro, per centrare il target del 3% di deficit per il prossimo anno.

Insomma, altro che tesoretti, l’invito è quello di attenersi alle regole di bilancio dell’ Unione europea, provvedendo a ulteriori tagli alla spesa pubblica.

Tutto questo mentre, stando a quanto riporta il Financial Times, gli investitori globali stanno già voltando le spalle ai bond sovrani francesi, temendo un altro choc che potrebbe arrivare proprio con le elezioni francesi.

La vendita dei bond ha portato i rendimenti decennali a balzare più di 60 punti base dalla fine di settembre, salendo allo 0,80%, a fronte di uno spread Francia-Germania che si è allargato di più di 10 punti base.

Stando ai dati compilati da Trading Economics, i flussi di capitali sono usciti dalla Francia in 14 degli ultimi 23 mesi, mentre negli ultimi due anni la Germania ha assistito a soltanto due mesi di uscita dei capitali. Si teme, in particolare, che a vincere sia il partito di estrema destra di Marine Le Pen.