Italia, stasera il giudizio di Moody’s sul rating del Paese

6 Novembre 2020, di Massimiliano Volpe

Nuovo test stasera a mercati chiusi per i conti pubblici dell’Italia da parte dell’agenzia di rating Moody’s. A maggio, nel pieno della prima ondata di coronavirus, Moody’s aveva rinviato a sorpresa il suo giudizio sul’Italia che per ora è confermato a Baa3 con outlook stabile (solo di un gradino superiore al livello junk).

Secondo gli analisti di Mps Capital Services le aspettative sono per un nulla di fatto, così come si evince anche dallo spread Btp/Bund che staziona poco sotto i 130 punti.

Gli ultimi giudizi delle agenzie di rating

Nei giorni scorsi altre agenzie hanno rilasciato il loro giudizio sull’Italia. Il 30 ottobre l’agenzia di rating canadese Dbrs ha comunicato di mantenere invariato il rating BBB (high) con outlook negativo.

Il 23 ottobre Standard and Poor’s ha addirittura alzato l’outlook dell’Italia da ‘negativo’ a ‘stabile’ e ha confermato il rating , mantenendolo a ‘BBB’, due gradini sopra il livello di junk bond, nonostante la difficile situazione economica legata alla pandemia da coronavirus e il peggioramento dei conti pubblici.

Secondo gli analisti il merito creditizio dell’Italia trae vantaggio dalla sua adesione all’Unione europea. Dall’ultima pubblicazione in Italia il 24 aprile 2020, la BCE ha intensificato la sua risposta al Covid-19 aumentando il suo programma di acquisto di titoli di stato (PEPP) a 1,35 trilioni di euro, o l’11,3% del Pil dell’area dell’euro, oltre agli acquisti che sono effettuati dal programma di acquisto (APP) per circa 360 miliardi di euro, pari al 3,% del Pil.

Di conseguenza, gli analisti di S&P si aspettano che la maggior parte del debito sovrano italiano creato quest’anno a seguito della pandemia sarà acquistato dalla BCE nell’ambito dei piani appena citati.

Questo impegno da parte della Bce implica che il governo italiano sarà in grado di finanziarsi a tassi nominali di circa lo 0,8% in media quest’anno rispetto al tasso medio del 2,5% sullo stock di debito esistente. In termini nominali, e in assenza di un significativo deterioramento dei costi di finanziamento, l’Italia pagherà meno per il servizio del suo stock di debito totale quest’anno e nel periodo 2021-2023 rispetto a quanto pagato nel 2019.

Il 4 dicembre sarà la volta di Fitch

Dopo Moody’s il prossimo appuntamento con le agenzie di rating è fissato il 4 dicembre con il verdetto di Fitch, forse il giudizio più atteso visto che lo scorso 28 aprile, considerando le gravi ricadute della pandemia di coronavirus sull’economia, aveva deciso di abbassare il rating “Bbb” a “Bbb-” appena un gradino sopra il livello junk.
Se quindi l’agenzia americana decidesse di usare la mano pesante, il debito italiano sarebbe confinato a junk, spazzatura.