Italia, per Ocse nel 2020 Pil a -9,1%. Subito riforme per tagliare debito pubblico

1 Dicembre 2020, di Massimiliano Volpe

Italia, per l’Ocse nel 2020 Pil a -9,1%. Necessarie riforme per ridurre debito pubblico

Secondo le prospettive economiche dell’Ocse pubblicate oggi a Parigi l’Italia dovrebbe registrare nel 2020 una frenata meno intensa di quella prevista nei mesi precedenti. L’anno si dovrebbe chiudere con una contrazione del Pil nell’ordine del 9,1% rispetto alla flessione del 10,5% stimata a metà settembre. Dopo il calo del 2020, il Pil dell’Italia dovrebbe crescere al 4,3% nel 2021 e al 3,2% nel 2022.
Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico la ripresa sarà lenta e disuguale evidenziando che le restrizioni legate al coronavirus e l’incertezza peseranno sull’attività economica, gli investimenti e l’occupazione fino al raggiungimento dell’immunità generale, quando un vaccino efficace   sarà stato distribuito ampiamente, stimolando il consumo e facilitando il risparmio.

Debito pubblico: picco nel 2020 e poi lenta discesa

L’Ocse si è concentrata poi sui conti pubblici stimando che il deficit dell’Italia potrà raggiungere il 10,7% del Pil quest’anno, per poi attenuarsi in parte al 6,9% nel 2021 e al 4,4% nel 2022.
Per quanto riguarda il debito pubblico l’Ocse prevede che toccherà un picco alla fine di questo anno al 159,8% del Pil, per poi gradualmente ridursi nei prossimi anni, portandosi al 158,3% nel 2021 e al 158,2% nel 2022.

La ricetta prospettata dagli analisti dell’Ocse per ridurre il debito italiano prevede nei prossimi anni una crescita economica maggiore al fine di migliorare la posizione di bilancio nel medio termine. Ma non è tutto. Per favorire una normalizzazione del debito l’Ocse insiste sulle riforme.
Per alleggerire il fardello del debito sono necessarie riforme strutturali, in particolare va semplificato il regime normativo, andrebbero combattuti i ritardi nei procedimenti giudiziari e migliorata la formazione dei lavoratori.
Per l’Ocse è necessario mettere mano anche ad una riforma del fisco e della spesa pubblica.