Italia, fanalino di coda in Europa per giustizia sociale

26 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Italia si conferma fanalino di coda nella giustizia sociale in Europa. E’ quanto emerge da uno studio dell’EU Social Justice Index 2014, un progetto di ricerca della London School of Economics e della fondazione tedesca Bertelsmann Stiftung, che incrocia i dati dei 28 Paesi Ue per quanto riguarda povertà, educazione, lavoro, sanità e coesione sociale.

Dallo studio emerge che l’Italia risulta quintultima nel Vecchio Continente. Peggio solo Grecia, Romania, Bulgaria e Ungheria.

La ricerca prende in considerazione sei dimensioni: povertà, istruzione, occupazione, salute, giustizia generazionale, coesione sociale e non discriminazione.

In dettaglio, l’Italia si è aggiudicata il 23esimo posto – su 28 Paesi Ue – con un indice di 4,70 (da 1 a 10) nella giustizia sociale complessiva. Poco sopra la disastrata Grecia (3,57) ma ben sotto i soliti Paesi del Nord come Svezia (7,48), Finlandia (7,13) e Danimarca (7,06).

Entrando nel dettaglio dei dati italiani, il numero delle persone private dei beni essenziali è passato dal 6,8% del 2007 al 12,4 % del 2013. Drammatici i numeri che riguardano l’occupazione soprattutto quella giovanile da cui emerge che ben il 40% dei giovani non riesce a trovare lavoro.

Ma il vero record negativo viene raggiunto quando si considera il numero dei giovani che non lavorano, né studiano. Su questo fronte, il nostro paese si posiziona ultima nella classifica europea dei 28 paesi: i giovani tra i 20 e i 24 anni che non lavorano né studiano raggiungono addirittura il 32% del totale, in pratica uno su tre.

Per legere lo studio integrale della London School of Economics e della fondazione Bertelsmann Stiftung, clicca qui