Italia e Cipro affossano l’euro, prossimo target $1,20

27 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Tassi & Congiuntura: in area Euro ieri si è assistito ad un calo degli spread periferici in una sessione caratterizzata dalle continue dichiarazioni sulla possibile partecipazione dei depositanti ad eventuali future ristrutturazione bancarie. Il tema è emerso dopo le indiscrezioni poi smentite del capo dell’Eurogruppo, Dijsselbloem, che vedeva la ristrutturazione di Cipro come un esempio per altri paesi.

I due membri della Bce Nowotny e Coeuré si sono infatti subito mostrati contrari a questa ipotesi, dichiarando che il caso di Cipro è isolato e non può essere paragonato alle situazioni di altri istituti dell’area Euro. Allo stesso tempo un membro del parlamento europeo ha dichiarato che il parlamento chiederà che i titolari dei depositi superiori a 100.000€ si facciano carico delle future liquidazioni. Intanto il governatore della banca Centrale cipriota, Demetriades, ha dichiarato che, quando riapriranno le banche il 28 marzo, sarà fatto il necessario per imporre alcune restrizioni ai movimenti di capitali. I controlli saranno applicati a tutte le banche, mentre i dettagli non sono ancora noti ma potrebbero essere pubblicati prima dell’apertura. Il governatore ha precisato che questo accordo era il migliore possibile e che senza le conseguenze sarebbero state disastrose. Il Fmi ieri, al termine della sua missione per verificare la stabilità finanziaria dell’Italia, ha pubblicato una nota sulle banche italiane che, secondo l’organizzazione, sono in grado di assorbire shock grazie alla solidità patrimoniale ed al supporto di liquidità della Bce. Tuttavia i rischi principali sono legati alla debolezza dell’economia reale. Oggi l’Italia conclude la tornata delle aste con l’emissione fino a 7 Mld€ del nuovo 5 anni e di un titolo a 10 anni. La Francia ieri ha invece collocato tramite sindacato 4,5 Mld€ del nuovo trentennale. Dal lato macro, il Pil francese finale del quarto trimestre ha confermato il calo dello 0,3% t/t del preliminare, a causa principalmente del ribasso della spesa per consumi ed investimenti. Dopo il calo di ieri, la sessione odierna, in attesa delle aste italiane, si apre con spread di Italia e Spagna in rialzo, mentre il tasso a due anni tedesco è sceso in negativo dopo essersi portato a 0% nei giorni scorsi. Negli Usa i tassi di mercato hanno chiuso poco variati nonostante il buon rialzo dei listini azionari. La domanda per i 35Mld$ di Treasury a 2 anni è stata la minore dal luglio 2011 (bid-to-cover 3,27 verso una media delle ultime 10 aste pari a 3,79). Lieve rialzo per i bond ad elevato rendimento come testimoniato dallo 0,2% guadagnato dall’Etf Ishares Iboxx High Yield. Sul lato macro a marzo si è registrato un forte calo della fiducia dei consumatori, calo superiore alle attese delle vendite di nuove abitazioni a febbraio. Hanno invece sorpreso al rialzo gli ordini di beni durevoli di febbraio anche se, al netto della componente trasporti, è stata registrata un’inattesa contrazione. Infine segnaliamo il rialzo maggiore del previsto dei prezzi delle abitazioni a gennaio. Riassumendo i dati macro ieri sono risultati misti, con luci ed ombre. Ieri sera il vice governatore della Fed, Dudley, ha dichiarato che l’economia Usa attualmente si trova di fronte al momento di maggiore penalizzazione a causa dei tagli alla spesa ed all’aumento delle tasse. Ha aggiunto che se l’economia mostrerà segnali di miglioramento nei prossimi 3-6 mesi sarà “molto molto importante” e potrebbe dar luogo ad una parte finale del 2013 e ad un 2014 migliore.

Valute: ieri si è assistito ad un apprezzamento del dollaro verso euro dopo le dichiarazioni circa l’utilizzo dei depositi per eventuali futuri salvataggi. Il cambio si è temporaneamente portato sui minimi da 4 mesi, in prossimità del supporto collocato presso 1,2830-1,28, livello valido anche per oggi. La resistenza si colloca presso 1,29. Il prossimo obiettivo a medio termine e’ di $1,26 per gli analisti di SocGen (parte bassa del trading range simato). Sebastien Galy ricorda che il target di fine anno e’ nell’ordine di $1,20.

Durante la notte lo yen si è deprezzato verso quasi tutte le principali valute mondiali su attese di ulteriori stimoli in arrivo dalla BoJ nella prossima riunione del 3-4 aprile e grazie al buon andamento dei listini azionari asiatici. Verso euro il cambio trova il principale supporto a 120 e la resistenza a 124. Segnaliamo il deprezzamento del real verso la maggior parte delle valute sulla speculazione che la banca centrale consentirà ulteriori deprezzamenti dopo segnali di deflazione nello stato di San Paolo.

Commodity: terza giornata consecutiva di rialzo per l’indice GSCI ER (+0,9%) sulla scia del buon andamento dei listini azionari Usa e del rialzo del settore energia, guidato dal gas naturale Usa (+2,7%). Prosegue il rialzo del petrolio con il Wti (+1,6%) in prossimità dei massimi da 5 settimane. Oggi l’attenzione degli operatori si focalizzerà sui dati settimanali relativi alle scorte pubblicati dal Dipartimento per l’Energia Usa. In rialzo anche il Brent (+0,8%). Lo spread tra le due tipologie di petrolio è calato ai minimi da luglio grazie anche ai lavori stagionali di manutenzione delle raffinerie nel Nord Europa che stanno riducendo la domanda di Brent. Giornata negativa invece per i metalli industriali e preziosi, con l’oro (-0,6%) tornato sotto i 1600$/oncia. Tra gli agricoli in rialzo il cotone (+1,7%), in calo lo zucchero (-1,1%).

Azionario: seduta mista per i listini azionari europei, dominata da movimenti intraday molto erratici e con l’attenzione degli operatori ancora incentrata sulle tematiche legate al caso Cipro. I principali listini sono riusciti a recuperare parte delle perdite di lunedì mentre sui listini di Italia e Spagna sono continuate le vendite. All’interno dello Stoxx600 il rialzo è stato trainato dal settore dei servizi finanziari e delle costruzioni; particolarmente penalizzato invece il comparto delle telecomunicazioni su cui ha pesato il forte calo di Telefonica (-5%). La società ha collocato quasi il 2% del capitale detenuto in azioni proprie ad un prezzo di circa il 4% inferiore rispetto alla chiusura di lunedì. In mattinata i listini azionari hanno aperto la sessione in lieve calo in attesa di nuovi sviluppi da Cipro e dell’esito delle aste italiane. Negli Usa, seduta positiva per l’indice S&P500 che chiude a soli 2 punti di distanza dal massimo storico registrato in chiusura. A favorire gli acquisti sul listino hanno contribuito gli ordini di beni durevoli superiori alle attese a febbraio ed i prezzi delle case che sono aumentati a gennaio in misura maggiore da giugno 2006.

In rialzo tutti i principali settori dell’indice, con l’healthcare, energetici e beni di consumo in evidenza. Sul fronte emergenti seconda giornata di rialzo per l’indice MSCI EM che ha guadagnato lo 0,6%. Da segnalare il rialzo di oltre l’1,5% dell’azionario turco dopo la decisione della Banca Centrale di tagliare il tasso di prestito overnight. Ancora penalizzato dalla vicenda Cipro l’indice Micex russo, sceso ai minimi da 3 mesi. I listini asiatici hanno terminato la seduta di oggi in rialzo, anch’essi trainati dai buoni dati sull’economia Usa. Segnaliamo il forte rialzo del listino filippino (+2,7%) dopo che Fitch ha portato il rating del paese al livello di Investment Grade per la prima volta. Moody’s e S&P continuano a valutare il paese un gradino sotto tale livello. Da segnalare i limitati guadagni della borsa giapponese in quanto l’80% dei titoli all’interno dell’indice Topix scambiavano senza diritto di dividendo.

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