Italia, Dbrs minaccia taglio rating. Banche nei guai

8 Agosto 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – La quarta agenzia di rating al mondo dopo le “tre sorelle” americane, ha lanciato un avvertimento all’Italia e al suo governo, ma i trader sui mercati finanziari per il momento sembrano ignorare la notizia negativa. Dbrs ha annunciato che potrebbe declassare il rating sulla qualità creditizia della terza economia dell’area euro.

L’agenzia ha infatti messo sotto osservazione l’Italia per un possibile downgrade del giudizio sulla qualità del debito sovrano A (low): un evento del genere si tradurrebbe in un peggioramento della percezione di sicurezza dei Btp italiani e un aggravio degli haircut dei titoli portati in rifinanziamento.

Dbrs è l’unica agenzia ad aver ancora mantenuto un giudizio di A sull’immenso debito italiano, nella categoria di investimento consigliato. La notizia è arrivata venerdì a mercati chiusi e il governo ha avuto il tempo di reagire. Le autorità hanno manifestato una certa irritazione nel week-end. Un abbassamento del rating aumenterebbe infatti i costi di rifinanziamento sui mercati per il Tesoro e per le banche italiane già in difficoltà. 
Perché le banche? Perché la Bce, come regola, esige che almeno una delle quattro grandi agenzie di rating del mondo – oltre a Dbrs, Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch – abbia un giudizio positivo sul debito di un determinato paese membro perché le sue banche possano beneficiare dei prestiti a tassi vantaggiosi che l’istituto di Francoforte concede. 
Dal ministero dell’Economia hanno addirittura minacciato di fare ricorso contro la decisione di Dbrs, perché essa è stata data fuori dal calendario che le agenzie di rating sono tenute a rispettare da quando è scoppiata la crisi finanziaria.
“La nostra opinione è che c’è stata una violazione delle regole e stiamo valutando la situazione per vedere se esistono le condizioni per contestare la decisione“, ha fatto sapere sabato un portavoce del Tesoro, che si sta arrampicando sugli specchi.