Pil Italia a +0,2% nel trimestre. Debito nel mirino dei falchi

16 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Mentre il PIL italiano del primo trimestre centra le attese degli analisti con la crescita aumentata dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua, arriva un nuovo attacco ai conti pubblici  da parte dell’Unione europea. Ieri durante la riunione dei capi di gabinetto della Commissione europea si è tenuto un duro scontro tra i falchi e le colombe, capeggiati rispettivamente da una parte dal vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e dall’altra dal presidente Jean-Claude Juncker e dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici.

Oggetto di scontro le previsioni di primavera, ossia l’insieme di raccomandazioni economiche che l’Unione europea prepara per ogni Stato membro e che oggi sarebbero dovuto passare al collegio guidato da Juncker. E invece si è deciso di far slittare tutto al 24 maggio. Se non ci sarà alcun ostacolo al via libera di Bruxelles alla manovrina di aprile, a Bruxelles si guarda più lontano e la tensione cresce considerando il nuovo record toccato dal nostro paese sul debito pubblico, toccando i 2252 miliardi di euro (+20,1 miliardi)

In particolare lex premier lettone Dombrovskis ha chiesto per l’Italia una nuova manovra correttiva da 4 miliardi e il risanamento per il 2018 da inserire nella Legge di bilancio di ottobre, altrimenti si aprirà una procedura di infrazione sui conti pubblici italiani in autunno e il commissariamento. Un’ipotesi che Juncker e Moscovici rifiutano bollandola come troppo rigida.

Ma perché questa presa di posizione nei confronti del nostro paese? Secondo i parametri UE approvati dai Governi e ai quali la Commissione deve attenersi l’Italia dovrebbe mettere in campo una manovra almeno pari allo 0,6% del PIL: 10 miliari circa nel 2018. Fonti vicine al dossier hanno però sottolineato che dovrebbe prevalere la linea seguita da Juncker e Moscovici ma la partita in realtà è aperta.