Israele-Iran in guerra? Petrolio accelera al rialzo

2 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Le tensioni in Medio Oriente mettono le ali al petrolio, che continua la corsa aggiornando nuovi massimi. In mattinata, il WTI segna un aumento dello 0,55% a 67,62 dollari mentre il Brent resta saldamente sopra il 70 dollari (+0,21% a 73,28 dollari).

Sullo sfondo le rivelazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu sul presunto programma nucleare segreto iraniano. Rivelazioni che hanno spaccato il fronte internazionale.

Se da una parte l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) ribadisce di non avere “alcuna indicazione credibile di attività in Iran legate allo sviluppo di un ordigno nucleare dopo il 2009”, dall’altra alcuni funzionari dell’amministrazione Usa hanno rivelato alla Nbc che “nella lista dei potenziali conflitti più probabili nel mondo, la guerra tra Israele e Iran è al primo posto al momento”.

Le fonti hanno attribuito a Israele l’attacco di domenica scorsa contro una base dell’esercito siriano al confine tra le province di Homs e Hama, dove ci sarebbero anche forze militari iraniane.

Menre il ministro degli esteri tedesco, il socialdemocratico Heiko Maa, chiede all’Aiea di verificare nel dettaglio le accuse contro l’Iran da parte di Israele, ieri la responsabile della diplomazia Ue, Federica Mogherini, ha detto:

“Per il momento non ho visto argomenti del premier Netanyahu su violazioni da parte dell’Iran dei suoi impegni nucleari nell’ambito dell’accordo. Se qualsiasi Paese avesse informazioni di non conformità, di qualsiasi tipo le dovrebbe convogliare ai meccanismi legittimi riconosciuti” come l’Aiea che è “la sola organizzazione internazionale e imparziale che è incaricata di sorvegliare gli impegni nucleari dell’Iran”, ha aggiunto Mogherini.

Intanto Teheran respinge tutte le accuse, con le quali, secondo il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, Netanyahu sta tentando di sabotare l’accordo nucleare, in vista del 12 maggio quando il presidente Usa Donald Trump deciderà se lasciare o meno l’accordo.