Isis, cresce pericolo attacchi in Italia

2 Marzo 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Dopo gli attentati di Parigi il rischio di nuove “azioni eclatanti” del gruppo terrorista dell’ISIS è alto e l’Italia si ritrova ad essere un obiettivo sempre più allettante per l’organizzazione jihadista.

A dirlo sono gli agenti dei servizi segreti, intervenuti al Parlamento in occasione della loro consueta relazione annuale. Oltre all’organizzazione la cui idea è nata nelle carceri irachene dopo la seconda Guerra del Golfo lanciata dagli americani, anche al Qaeda viene citata tra le organizzazioni che potrebbero colpire il suolo nazionale.

Secondo i Servizi italiani, il nostro paese è infatti un “target potenzialmente privilegiato sotto un profilo politico e simbolico/religioso”, anche per via del Giubileo straordinario in corso.

Nuove generazioni di aspiranti mujaheddin che hanno aderito all’Is “potrebbero decidere di agire entro i nostri confini”, e “vanno valutati con estrema attenzione i crescenti segnali di consenso verso l’ideologia jihadista emersi nei circuiti radicali on-line”. Con un occhio alle carceri, dove spesso si consuma la radicalizzazione.

Risulta poi “in costante crescita” anche in Italia il fenomeno dei ‘foreign fighter’, con “l’auto-reclutamento di elementi giovanissimi, al termine di processi di radicalizzazione spesso consumati in tempi molto rapidi e ad insaputa della stessa cerchia familiare”.

La relazione si è soffermata anche sulla questione immigrazione. La proliferazione di gruppi criminali etnici (composti per lo più da soggetti egiziani, del Corno d’Africa e rumeni) “specializzati sia nella falsificazione documentale sia nel fornire assistenza ai migranti per il trasferimento dai centri di accoglienza alle località di destinazione nel Nord Europa”.

“È emersa inoltre l’operatività di sodalizi brindisini attivi nel trasferimento di migranti dalle coste della penisola balcanica meridionale verso il nostro paese”.

Nuovi attacchi eclatanti sullo stile di quelli di Parigi non sono quindi da escludere, come non lo sono “forme di coordinamento orizzontale tra micro-cellule, o azioni individuali sommariamente pianificate e per ciò stesso del tutto imprevedibili”.

La Libia, paese dove l’ISIS si sta espandendo e con cui l’Italia è in guerra ‘indiretta’ anche per difendere i pozzi petroliferi dell’Eni, va tenuta sotto stretta sorveglianza, anche solo per il semplice fatto che “il 90% dei clandestini” giunti nelle nostre coste partono dal paese nordafricano, gettato nel caos dalla cacciata e morte del raìs sanguinario Gheddafi.