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Iraq, anche l’Iran è entrato segretamente in guerra

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NEW YORK (WSI) – L’Iran entra nell’arena della guerra irachena e lo fa inviando al governo di Baghdad forniture di armi e offrendo ricognizioni con droni per sorvegliare le aree della capitale. Un ingresso silenzioso e segreto, come scrive il New York Times che cita funzionari americani.

La mossa di Teheran rappresenta un raro caso in cui il Paese dei mullah e gli Stati Uniti condividono un obiettivo comune: fermare l’avanzata dei ribelli sunniti dell’Isis che hanno conquistato diverse città a nord e a ovest e puntano verso Baghdad. Tuttavia i due Paesi si osservano con attenzione mentre sgomitano per mantenere (o ampliare) la loro influenza nella regione.

I funzionari americani – continua il quotidiano di New York – hanno sottolineato che le due potenze per anni rivali non hanno coordinato le loro azioni in Iraq. Anzi, come ha ricordato ieri da Bruxelles il segretario di Stato americano John Kerry, ci sono potenziali rischi nell’intervento iraniano.

Il timore è che la mossa di Teheran – potenza sciita come del resto il governo iracheno del primo ministro Nouri al Maliki – possa aumentare le tensioni settarie in Iraq, dando spazio a nuove rivolte sunnite. Proprio durante la visita a Baghdad Kerry aveva chiesto ad al Maliki di aprire un processo di riconciliazione etnica, formando un governo di larghe intese per placare la violenza dell’Isis.

Entrambi i Paesi hanno inviato alcuni consiglieri militari, gli Stati Uniti 300 come annunciato dal presidente Barack Obama, l’Iran solo una decina, anche se sta aiutando Baghdad a mobilitare almeno 2.000 sciiti nel sud dello Stato.

Oltre a questo l’Iran ha inviato più volte nella capitale irachena il generale Qassim Suleimani, a capo della Forza Quds, l’esercito speciale che si occupa di interventi all’esterno dei confini del Paese. Inoltre – come riferiscono fonti americane – gli aerei iraniani fanno due voli al giorno per portare equipaggiamenti militari allo Stato confinante, circa 70 tonnellate di materiale a viaggio. Infine una unità di intelligence iraniana è stata dispiegata per cercare di intercettare le comunicazioni tra i combattenti e i comandanti dell’Isis.
(TMNews)