Investitori istituzionali danno caccia all’oro

12 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Le tensioni geopolitiche recenti e i risultati elettorali sorprendenti di Brexit e delle presidenziali americane hanno spinto gli Stati ad accumulare beni rifugi e preziosi. Le riserve auree dei maggiori investitori istituzionali al mondo hanno infatti raggiunto i massimi di 18 anni.

Lo dice il Financial Times citando un report condotto su 750 banche centrali, fondi pensione pubblici e fondi sovrani con 33.500 miliardi di dollari di asset in portafoglio. L’anno scorso suddetti investitori hanno aumentato le loro riserve auree di ben 377 tonnellate di oro a 31mila tonnellate, i massimi dal 1999.

Danae Kyriakopoulou, chief economist dell’Official Monetary and Financial Forum, il forum dei banchieri centrali che ha stilato la ricerca, ha fatto sapere al quotidiano finanziario che gli investitori istituzionali hanno fatto incetta di oro per due motivi principali: perché rappresenta il bene rifugio per eccellenza e per approfittare dell’andamento in rialzo dei prezzi.

“L’anno scorso c’è stata molta incertezza, ci sono stati choc politici come la Brexit e l’elezione di Trump che hanno spinto gli investitori a tornare a fare incetta di oro”, dice la capo economista del Forum.

Il valore dell’oro è balzato a giugno dell’anno scorso dopo l’esito sorprendente del referendum sulla Brexit, che ha assegnato la vittoria con il 52% delle preferenze al fronte del Leave, quello favorevole all’addio del Regno Unito dall’Unione Europea. Anche con l’elezione di Donald Trump alla presidenza sono cresciute le tensioni sui mercati, sebbene le Borse abbiano iniziato una fase di risalita convinte dalle promesse di misure pro crescita e pro azienda della nuova amministrazione Usa.

Come osservato da Alistair Hewitt, head of market intelligence presso il World Gold Council, gli investitori istituzionali hanno incrementato le loro posizioni in oro anche per difendersi dai rialzi del dollaro. Il valore del dollaro è in crescita del 15% rispetto alla sterlina nell’ultimo anno di tempo.

“Le banche centrali e gli istituti pubblici stanno strategicamente aumentando l’esposizione all’oro per i prossimi anni“, ha dichiarato Hewitt al quotidiano della City. “Molte banche centrali dei mercati emergenti detengono grandi quantità di dollari Usa, e quindi hanno comprato oro per proteggersi da questa esposizione valutaria troppo concentrata”.