Inps: manca rappresentante legale, a rischio quota 100

27 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

Quota 100 a rischio e questo perché manca il rappresentante legale dell’INPS. Riportano i media che Francesco Verbaro, scelto per il ruolo di vice commissario ha un vincolo di inconferibilità d’incarico visti i suoi rapporti tuttora in corso con Formatemp, Adepp, diverse casse previdenziali privatizzate e Assolavoro e come tale ha dovuto rinunciare.

Come sostituto è tornato a circolare il nome di Mauro Nori. Per risolvere l’impasse il governo sta studiando una soluzione tecnica, che potrebbe arrivare con un emendamento al decretone nel corso dell’esame alla Camera ma il problema sono i tempi tecnici visto che se questa fosse la strada, bisognerebbe aspettare fine marzo, con la conversione in legge del testo.

Tempi troppo lunghi per lasciare l’Inps senza un rappresentate con potere di firma, proprio in questa delicata fase di attuazione del reddito di cittadinanza e di quota 100.

Inps, serve una variazione di bilancio

«Tra l’altro l’attuazione delle due misure richiede una variazione di bilancio da adottare entro fine febbraio, e senza firma di un presidente non si può procedere» ha spiegato al Sole 24 Ore Guglielmo Loy, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza.

«Serve – ha proseguito Loy – una soluzione immediata e ben fatta, perché il decreto di nomina a questo punto deve essere riscritto, e senza determine firmate da un legale rappresentante molti atti non possono andare avanti».

Lo stesso istituto nazionale di previdenza sociale ha fatto sapere che sono state già realizzate le procedure informatiche per la ricezione delle domande del reddito di cittadinanza dal 6 marzo e che l’Istituto sarà in grado di trasmettere alle Poste il flusso degli ordinativi di accreditamento sulle carte Rdc già dal 15 aprile. Insomma nessun intoppo.