Inps, Boeri: rabbia pensionati? La capisco. Scandalosa assenza reddito minimo

19 Novembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Tito Boeri, presidente dell’Inps, ritiene scandaloso che in Italia non esista il reddito minimo.

La povertà è un problema serissimo, in Italia sono aumentati di 4 milioni i poveri e il nostro sistema di protezione sociale non fa abbastanza per i poveri. Bisognerebbe avere una rete di protezione sociale di base come quella che esiste in tutti i paesi dell’Unione europea ad eccezione dell’Italia e della Grecia. Esiste anche in America Latina, esiste anche in Africa e l’Italia non ce l’ha: io credo che questo sia scandaloso“.

Il numero uno dell’Inps, dice inoltre di comprendere il motivo per cui i pensionati italiani si sentono perseguitati. D’altronde, negli ultimi 24 anni  i meccanismi di indicizzazione sono stati cambiati dieci volte.

È questo lo scandalo, sono perfettamente d’accordo. In questo sicuramente gli dò ragione, di fatto noi proponiamo di fare la riforma definitiva e non è più indiscriminata come questa. Noi andiamo a colpire 230 mila persone (riferimento alle pensioni d’oro) , sono 230 mila su una platea di 16 milioni di pensionati quindi sono molto poche le persone. Persone che hanno delle pensioni alte quindi possono in qualche modo permetterselo. E al tempo stesso persone che hanno delle pensioni molto più alte di quelle che sarebbero giustificate alla luce dei contributi che hanno versato. Gente che è andata in pensione presto rispetto all’età pensionabile”.

Insomma:”Noi vogliamo rendere il sistema non solo finanziariamente, ma anche socialmente sostenibile, perchè c’è un patto tra generazioni che rischia di non reggere”.

Boeri risponde così alla domanda di Giovanni Minoli, nel corso di un’intervista rilasciata a Mix24 su Radio 24, che gli chiede se i pensionati che si sentono perseguitati abbiano per caso ragione.

Critiche da Boeri anche verso i sindacalisti.

“Noi abbiamo anche proposto di cambiare le pensioni dei sindacalisti, perché quelli che hanno fatto la carriera sindacale, in aspettativa con cariche nel pubblico impiego avevano delle regole molto vantaggiose per le loro pensioni. Verso la fine della carriera potevano pagarsi dei contributi molto elevati e poi andare in pensione con delle pensioni molto..alte. Una delle proposte che noi facciamo è proprio cambiare questa cosa”.

Il punto è che la resistenza del sindacato “non è piccola” e che il sindacato è diventato un agente di conservazione quando “si è opposto a cambiare le regole dei sindacati”.

E sui parlamentari:

“Sì, noi siamo riusciti a coalizzare l’intero arco parlamentare, ma non mi scoraggio, perchè devo dire che soprattutto le posizioni dei parlamentari, diciamo la pesantezza degli attacchi personali, sono strettamente proporzionali all’entità dei tagli che noi produciamo sui loro vitalizi. Brunetta è uno di questi, quindi io penso che sia questa la vera motivazione. (…) Quello certamente è un aspetto di equità importante. Non si vede perchè i vitalizi non debbano essere trattati come le pensioni di tutti gli altri lavoratori”.