Icahn scommette $1 miliardo su azionario. Presto in governo Trump?

10 Novembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Il suo nome è stato fatto fatto più volte nei vari rumor che circolano sulla squadra di governo che Donald Trump si appresta a formare. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg ma che si susseguono da parecchio, potrebbe essere lui il prossimo segretario al Tesoro Usa. E’ Carl Icahn, investitore tra i più potenti e conosciuti al mondo, che nel settembre del 2015 ha dato il suo endorsement a Trump. E che proprio ieri ha comunicato in un’intervista televisiva rilasciata alla televisione di Bloomberg di aver investito 1 miliardo di dollari su Wall Street.

Mentre i futures sugli indici azionari Usa affondavano nella notte del conteggio dei voti dell’Election Day, Icahn lasciava il quartiere generale di Trump. Destinazione: casa sua, per iniziare a fare trading. Ha poi precisato:

“Avrei voluto tentare di investire una somma maggiore, ma non ho potuto puntare più di $1 miliardo, e dopo sul mercato l’aria è cambiata. Ma sono soddisfatto della mia scelta. C’era così tanta liquidità sull’indice S&P 500 – liquidità  incredibile – e il mondo stava impazzendo. La scorsa notte è stata pazzesca, il mondo è andato nel panico senza nessuna ragione” e  il crollo iniziale dei futures sull’indice S&P è stato”assurdo”.

Il guru definisce la vittoria di Trump “positiva per la nostra economia, non negativa”.

In un’altra intervista rilasciata al canale televisivo Cnbc, Icahn ha delineato i punti della sua visione economica: a suo avviso, ormai la Fed non può più continuare a sostenere l’economia attraverso tassi rasoterra, in quanto il permanere di una politica monetaria molto espansiva non farà altro che creare bolle.

Nel motivare il suo sostegno a Trump, l’investitore ha sottolineato come, al fine di aumentare gli investimenti, gli imprenditori debbano sentire che il governo è con loro, non contro di loro. Non sono insomma le autorità di regolamentazione ” a dover governare il paese”, anche se si può trovare una via di mezzo.  In ogni caso, secondo Icahn Wall Street non ha bisogno di essere regolamentata.

Intanto la società di risparmio gestito francese Lyxor commenta la reazione dei mercati all’esito delle elezioni Usa parlando di una “avversione al rischio contenuta”.

“La vittoria di Trump finora si è tradotta in un ribasso limitato degli asset rischiosi. L’impatto complessivo è piuttosto attenuato e, con buona pace di molti investitori, al di sotto delle attese. Alcuni mercati emergenti, come il Messico, stanno affrontando maggiori movimenti avversi. I rendimenti dei bond a 10 anni sembrano essersi consolidati, probabilmente traducendo le preoccupazioni per le politiche fiscali espansive e / o il protezionismo e il loro impatto sull’inflazione”.

Gli esperti di Lyxor guardano alle scelte di politica che saranno adottate da Trump e che, a loro avviso, potrebbero essere positive per l’economia Usa, favorendo la crescita e anche l’inflazione. Questi i punti principali dell’outlook:

  •  Le promesse della campagna difficilmente saranno pienamente implementate dal Congresso, nonostante l’unità del governo. In particolare, il Congresso potrebbe essere riluttante a ratificare misure che potrebbero nettamente ampliare il deficit di bilancio. Alcune politiche fiscali espansive, come l’investimento in infrastrutture, potrebbero comunque essere adottate.
  • La Fed dovrebbe mantenere il suo percorso di normalizzazione legato ai dati economici, con un rialzo dei tassi di interesse possibile per metà dicembre. I Fed fund futures segnalano che il mercato non ha cambiato idea sulla necessità della Banca Centrale di non modificare il proprio atteggiamento accomodante nel 2017. Il mandato quadriennale di Janet Yellen come Presidente della Fed durerà fino al 2018.
  • Oltre a un aumento del protezionismo, nel medio termine l’aumento dell’inflazione potrebbe essere alimentata anche dalla spesa pubblica. Manteniamo un sovrappeso sull’inflazione statunitense. L’aumento del protezionismo ci suggerisce di rimanere sottopesati sulle azioni dei mercati emergenti e di preferire le società orientate ai consumi interni piuttosto che le esportatrici per quanto riguarda i titoli Statunitensi.
  • Il Dollaro USA potrebbe essere supportato dal rientro dei profitti delle società americane ora nei paradisi offshore, che secondo i piani di Donald Trump dovrebbero beneficiare di un taglio della fiscalità.