Trivelle Basilicata, Guidi tre ore dai pm: “Io persona offesa”

8 Aprile 2016, di Alberto Battaglia

Tre ore a colloquio coi pm di Potenza nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio della Basilicata: l’ex ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ha fornito spiegazioni in qualità di persona informata sui fatti, e ieri non si sarebbe sottratta ad alcuna domanda. A questo appuntamento l’ex ministro non può essere arrivata a cuor leggero. Il clima in questi giorni, infatti, si è fatto tetro, tra dimissioni e intercettazioni imbarazzanti col compagno indagato, Gianluca Gemelli (declassato poi a “padre di mio figlio”), che la stessa ex ministra accusava di pressioni sulla sua posizione di potere (“mi stai utilizzando”, si legge in un’intercettazione).

La Guidi ha voluto sottolineare che “dal punto di vista giuridico” ha “appreso definitivamente di essere persona offesa” nella vicenda che vede protagonista, fra le altre cose, quell’emendamento della Legge di Stabilità 2016 che sarebbe valso due milioni e mezzo a Gemelli insieme con lo sblocco del progetto Total di Tempa Rossa.

Se esiste una “cricca” in grado di esercitare pressioni sul governo, questo è il dubbio che, in questi giorni, aleggia nel dibattito pubblico; la Guidi, da parte sua, al termine del lungo interrogatorio ringrazia i pm, per “la possibilità, in tempi così brevi, di chiarire questa vicenda così spiacevole per me”.

I contatti fra l’ex ministro e il compagno, del resto, aprono scenari che somigliano da vicino a quelli del conflitto d’interessi; il presidente del Consiglio, in merito, ha ribadito la sua presa di distanze dalla Guidi: “Ha fatto un errore. Non c’è niente di illecito ma ha fatto un errore e ne va preso atto. In Italia adesso chi sbaglia va a casa”.

Ma il tentativo, sembra, piuttosto quello di mantenere integra la reputazione di Palazzo Chigi: “E’ una barzelletta che noi siamo il governo delle lobby. Ai giochini dei politicanti che continuano tutti i giorni a fare polemica non prestiamo attenzione”, ha affermato Renzi, “le opposizioni vogliono sempre che tutto il governo si dimetta, è il loro mestiere, noi non li accontentiamo”.