Green bond quotati in Borsa di qualità e con tassi competitivi

7 Ottobre 2021, di Alessandra Caparello

Un anno da incorniciare il 2020 in termini di emissioni per il mercato dei green bond visto che sono stati emessi obbligazioni verdi per un valore di 240 miliardi di dollari, un 20% circa in più rispetto al 2019. Ma il 2021 è destinato a superarlo secondo Axa Investment Managers che stima che per fine 2021 questo mercato potrebbe superare 1 trilione di dollari.

Diversi fattori potrebbero spingere la crescita del mercato del debito sostenibile. Innanzitutto, secondo la casa d’affari, un numero crescente di governi si è impegnato a una politica “net zero carbon”, volta a ridurre le emissioni inquinanti.
In secondo luogo, tutti i settori dell’economia sentono forte la pressione a prepararsi per affrontare i rischi e le opportunità che il cambio climatico può rappresentare. Infine, negli Stati Uniti il presidente Joe Biden si è impegnato a investire 2 trilioni di dollari nella transizione energetica, mentre in Europa il 30% del Recovery Fund sarà dedicato a questo settore.

E anche il mercato italiano dei green bond viaggia col vento in poppa. Nel complesso i green bond hanno retto bene l’impatto del Covid19 con diversi analisti che hanno certificato che proprio il 2020 è stato l’anno migliore in termini di emissioni per il mercato delle obbligazioni verdi, oggi stimato sugli 800 miliardi di dollari con oltre 370 emittenti totali, tra sovrani, corporate e sovranazionali.
A questi si aggiunge anche l’Italia. A marzo il ministero dell’Economia ha collocato presso investitori istituzionali la prima tranche del Btp Green, il nuovo titolo di Stato dedicato al finanziamento delle spese sostenute dallo Stato, a positivo impatto ambientale. Il green bond tricolore ha scadenza 30 aprile 2045 e tasso annuo dell’1,50%, pagato in due cedole semestrali. L’importo emesso è stato pari a 8,5 miliardi di euro, ad un prezzo di 99,168 corrispondente a un rendimento lordo annuo all’emissione dello 1,547%. Con questa prima emissione di green bond, l’Italia ha individuato sei categorie di utilizzo dei proventi: elettricità e calore rinnovabili; efficienza energetica; trasporti; prevenzione e controllo dell’inquinamento ed economia circolare; protezione dell’ambiente; biodiversità e ricerca.
L’interesse è stato enorme: alla sottoscrizione hanno partecipato circa 530 investitori istituzionali per una domanda complessiva di oltre 80 miliardi di euro, raggiungendo il record di richieste nelle emissioni inaugurali di green bond sovrani in Europa.

Le obbligazioni green quotate alla borsa di Milano

Le obbligazioni ‘Green’ quotate alla Borsa Italiana che perseguono obiettivi verdi, sociali e sostenibili (GSS) sono di “qualità” e con tassi “altamente competitivi”. Così emerge da un’analisi di Sustain Advisory, società di consulenza indipendente sui temi Esg, riguardo ai 69 strumenti di enti italiani quotati alla Borsa Italiana a fine luglio per 44,8 miliardi di euro anche se “si concentrano sui benefici ambientali mentre sono assenti quelli che perseguono il target di uguaglianza di genere per contribuire all’empowerment di donne e ragazze.

 “Crediamo ci sia un grande vuoto da colmare in questo spazio” spiega il rapporto secondo cui “Il 100% delle obbligazioni italiane GSS in circolazione sono accompagnate da una revisione esterna; questo dimostra un alto grado di trasparenza degli emittenti ma anche una best practice diffusa che dimostra l’impegno degli investitori a minimizzare il rischio di greenwashing”. Va notato che per ogni bond si fa generalmente riferimento a più obiettivi, in quanto l’uso dei proventi può essere applicato a una varietà di investimenti, o un singolo investimento può servire allo scopo di più obiettivi sostenibili”.

Il green è il tema dominante delle emissioni obbligazionarie italiane e le utilities gli emittenti più frequenti, e non sorprende che gli obiettivi dell’Onu (Sdgs) più frequentemente riportati siano quelli correlati a benefici ambientali che contribuiscono alla mitigazione e/o all’adattamento ai cambiamenti climatici.

Green bond: l’iniziativa della Sec

E mentre cresce l’ammontare delle emissioni di green bond, la Sec, la Consob americana ha chiesto ai gestori di fondi Usa di spiegare gli standard  utilizzati per classificare i prodotti di investimento incentrati su ambiente, società e governance (ESG).

Nel dettaglio, a inizio anno, il regolatore Usa ha dichiarato di aver trovato situazioni “potenzialmente fuorvianti” e controlli inadeguati sugli investimenti ESG. E da qui ha schierato un team di analisti specializzato per esaminare la cattiva condotta relativa ai cambiamenti climatici e ad altre questioni ESG.

Una mossa che sottolinea come l’emissione di obbligazioni verdi e legate alla sostenibilità è in costante aumento da diversi anni, mentre l’emissione di obbligazioni sociali è esploso nel 2020 e nel 2021 mentre le nazioni e le imprese cercano di rispondere alla pandemia di Covid-19. A livello geografico, gli Stati Uniti sono il ​​mercato più grande, conquistando il 17% della quota globale, con 37,6 miliardi di dollari di obbligazioni emesse nel primo semestre del 2021.

La Germania si è piazzata al secondo posto con il 13% del volume di emissioni globali, 28,5 miliardi di dollari. Ciò è stato, in gran parte, dovuto all’emissione da parte del governo tedesco di un BOND verde sovrano da 7,3 miliardi di dollari. Il più grande affare è stato il pacchetto di bond verdi da 12,9 miliardi di dollari del governo francese, mentre il secondo posto è andato alla Federal National Mortgage Association degli Stati Uniti.